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I “megapost pubblicitari” sulla Sanità in Campania

Opinionista: 

Gentile Direttore, nei giorni scorsi ero a Roma al Ministero della Difesa Aeronautica (luogo da me prediletto per i miei lunghi trascorsi militari e per i tanti veri amici che incontro). Al bar della bouvette della “nostra” Casa dell’Aviatore ( così si chiama l’albergo a fianco al Ministero) mi avvicina un vecchio amico, già generale dell’Aeronautica, e mi racconta delle vicissitudini che sta soffrendo suo cognato a Napoli. Questi, infatti, colpito da un ictus, riesce, dopo un ricovero di mesi, ad uscire dal coma ed a riprendere le funzioni vitali senza ausilio delle macchine. Buona Sanità campana, si dirà, perché il poveretto è sopravvissuto! Invece, da qui comincia l’odissea del malcapitato: per prima, bisogna trovare un Istituto di Riabilitazione; telefonate agli Enti della Campania: tutto esaurito! Trova, invece, immediata sistemazione e disponibilità in una struttura di Parma, dove viene trasportato da un’autoambulanza (un percorso di 800 chilometri per un paralizzato da ictus). Qui trova tutta l’assistenza del caso, e per due mesi viene curato in modo che abbia il minimo di autonomia personale. Viene mandato a casa a Napoli, dove dovrà continuare la cura prescrittagli, pur restando permanentemente infermo su una sedia a rotelle. Per avere l’assistenza domiciliare e le cure del caso, un neurologo dell’Asl deve visitarlo; la famiglia fa domanda per la visita nel mese di novembre dello scorso anno, ma a tutt’oggi (tre mesi!) nessuno si è presentato. Varie istanze anche personali all’Asl, ma niente: l’unica risposta “provvederemo”. Ho parlato di questo episodio, Direttore, perché poco fa mi è capitato di incrociare la frequentatissima strada che da via Marina va verso la Stazione, incrociando anche il traffico che da via De Gasperi porta a piazza Municipio; lì v’è un palazzo, dove la Regione piazza gli immancabili “megapost pubblicitari”, perché tutti possano vedere le “grandi opere” di questo Governo della Regione. Ricordo la “ rivoluzione” dei trasporti; “l’azzeramento della disoccupazione”; “il miracolo della risoluzione del problema rifiuti” ed altre amenità del genere in tutti i settori dello scibile. Mancava solo la Sanità; il vuoto è stato cancellato, perché sul palazzo indicato troneggia un megaposter in cui con il superamento del commissariamento, la Sanità in Campania sarà il primo fiore all’occhiello della Regione. Mi è venuta voglia di fotografare il poster ed inviarlo al mio amico a Roma, in modo che si tranquillizzasse per suo cognato a Napoli, ancora in attesa della visita domiciliare del neurologo. Mi è sembrato, però, un gesto che, date le circostanze poco felici, potesse essere frainteso: l’ironia che volevo fare su uno dei tanti proclami autocelebrativi del nostro Governatore, poteva essere interpretato come un cinico che prende a spunto una tragedia umana per infiggere il coltello nella piaga. Che dire di questa vicenda triste e di tantissime altre che ogni giorno vivono i cittadini? I trasporti al disastro totale; i giovani che hanno spopolato Napoli e la Campania (ventimila abitanti persi solo nel 2019); i rifiuti in ogni dove; le barelle al Cardarelli sempre nei corridoi; la cultura che vive di episodi isolati e per iniziative di privati mecenati; la microdelinquenza che la fa da padrona, le strade più dissestate d’Italia; l’inquinamento tra i più alti, malgrado non vi siano più industrie; il Porto senza attacchi per l’energia elettrica alle navi, costrette a tenere i motori accesi, con emissione in città di anidride carbonica e zolfo; l’Aeroporto più conurbato del mondo, il cui traffico si vuole “scaricare” in parte su Pontecagnano, che ha limiti ben superiori a Capodichino, buttando dalla finestra il progetto già bell’e pronto di un vero aeroporto a Grazzanise; la bonifica di Bagnoli che attende da 25 anni, dopo miliardi pubblici spesi (ma ora siamo più tranquilli perché l’altro giorno il ministro per il Mezzogiorno Bonisoli ha detto: “scusate il ritardo” (25 anni!) , ma adesso si fa sul serio…. Verrebbe da dire, Direttore: “Se si fa veramente sul serio, andate tutti a casa!”.