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I bassi, gli alberi e il bidet borbonico

Opinionista: 

“Si cucina in uno stambugio, si mangia nella stanza da letto e si muore nella medesima stanza dove altri dormono e mangiano” (Matilde Serao). I bassi di Montecalvario, costruiti dal vice re don Pedro di Toledo per acquartierare le truppe spagnole, a ridosso della vicina strada che da lui prese il nome, i bassi dove le blatte entrano quando vogliono attraversando cunicoli che conoscono soltanto loro, le blatte che emergono dalla Napoli sotterranea quando il caldo feroce d'agosto diventa insopportabile anche per loro che invadono i vicoli stretti e senza sole, inseguite e schiacciate da una scarpa addestrata o da una scopa veloce, le blatte morte che poi, assieme alla polvere e alla spazzatura, vengono sveltamente spazzate fuori, sulla strada. Quel caldo "'o calore" diceva Filumena Marturano, "addò è meglio 'o friddo ca 'o calore" e perciò le donne stanno sempre sedute fuori, perché "'a notte, quanno se chiudeva ‘a porta, nun se puteva rispirà". I bassi, dove la luce e il televisore stanno sempre accesi e le canzoni dei neomelodici vanno a tutto volume, i bassi e la rassegnazione verso la vita, disperata e stampata nei visi che deforma anche i lineamenti e consuma la speranza. I bassi, che però il bidet lo abbiamo inventato noi a Napoli, certo, quando ancora il Regno delle due Sicilie eccetera eccetera, ma che ne volete sapere voi a Torino, e qui c'è stata la prima linea ferroviaria mentre al Nord eccetera eccetera. I bassi, che però qui la metropolitana, in attesa di diventare la più efficiente al mondo dopo quella di Tokio, quando va bene chiude alle 10 di sera, e quando piove si mettono le bagnarole per raccogliere l'acqua che scende e bagna passeggeri e istallazioni artistiche nelle stazioni più belle del mondo. I bassi e al Comune non ci sono i soldi neppure per sturare i tombini e perciò si allagano le strade, non soltanto quelle di Montecalvario. E ci sta il vento pericoloso per gli alberi, e allora abbattiamo gli alberi e risolviamo il problema alle radici, proprio alle radici. E il parco della Rimembranza è diventato il parco della dimenticanza. E il turista che vorrebbe fare una foto del pino con il Vesuvio in lontananza, ma è rimasto soltanto il Vesuvio chissà ancora per quanto, perché il sindaco potrebbe decidere di risolvere il rischio eruzione come ha risolto il rischio alberi e farà abbattere il Vesuvio. Però ai Quartieri spagnoli sono spuntati mille ristorantini e fanno un ripieno fritto che è il più saporito del mondo, i vicoli sono stati trasformati in un immenso bed & breakfast, e i nuovi radical comprano vecchie soffitte ammuffite proprio lì dove il boss Mariano decideva i tempi del terrore camorristico e le hanno trasformate in loft civettuoli. È il nuovo, l'ennesimo, rinascimento partenopeo. Ma a Napoli città 106mila residenti, uno su 9, percepiscono il reddito di cittadinanza (terza, dopo Catania e Palermo). E la Campania è la regione con il più alto numero di beneficiari di questo ammortizzatore sociale. Sono dati Inps. Forse c'è vita, molta vita, oltre il bidet borbonico.