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I falchi sul tesoro di San Gennaro

Opinionista: 

Strane manovre stanno accerchiando San Gennaro. Nella plurisecolare storia della Cappella e del tesoro ivi custodito, neanche i sovrani e i personaggi più infaustie biechi della storia hanno mai avuto il coraggio di avvicinarsi a questo simbolo del popolo napoletano e del suo rapporto speciale, unico con il santo. Un decreto, alcuni prelati vorrebbero infrangere questa tradizione secolare di un popolo. È noto che i napoletani hanno un grande spirito di sopportazione e di adattamento ma alcuni punti sono intoccabili e, in una città già difficile per molti aspetti, una violazione di qualsiasi genere che tocca il santo può creare seri problemi forse anche di ordine pubblico. Si può essere credenti o atei ma non si può rimanere insensibili di fronte ad un qualcosa di speciale e unico. Basta una visita alla Cappella, leggendo le motivazioni degli ex voto o ascoltarne, anche con distratta superficialità, la storia per non rimanere quantomeno stupefatti. Intorno alla fine del 1500 dodici famiglie nobili napoletane (la Deputazione del Santo) stipularono in rappresentanza del popolo napoletano, davanti a un notaio, un contratto con il Santo in cui quest’ultimo si sarebbe impegnato a proteggere la città mentre il popolo (attraverso la sua deputazione) avrebbe edificato l’attuale Cappella in suo onore. Non si hanno notizie di analoghi contratti notarili nella storia del mondo. Da quel momento, attraverso la donazione di ex voto, si è costituito quello che oggi è noto come il tesoro di San Gennaro, costituito da pezzi di incredibile fattura e valore artistico e venale accanto a pezzi modesti per valore ma immensi quale simbolo di fede. Una parvenza di idea si ha godendosi quel delizioso film degli anni ’60 con Manfredi e Totò. Il tutto è completato da un miracolo che si ripete tre volte l’anno con puntualità sovrumana. Sono state fatte analisi di ogni tipo nel tentativo di sfatarne il carattere divino. Forse il commento più completo è quello di De Crescenzo che, con la sua acuta arguzia, ebbe a scrivere una frase incredibile. Supponiamo sia un trucco, scrisse. In tanti secoli questo trucco è stato tramandato senza far mai trapelare nulla. Ebbene questo sarebbe più miracoloso della stessa liquefazione. Sarà fede, sarà superstizione, sarà fanatismo o paganesimo non lo so. Molti ben pensanti del terzo millennio guardano con distaccata sufficienza questo fenomeno. Mi si consenta però un commento nel pieno rispetto delle opinioni di chiunque. Molti di questi benpensanti, a giudicare dalle statistiche, sono dediti alla lettura delle carte, dei fondi di caffè, della mano ed altre manifestazioni pseudo esoteriche di questo tipo. Non giudico ma mi chiedo quale sia migliore.