Accessibilità:
-A A +A
Print Friendly, PDF & Email

Il mercato delle verità e l’inganno fake-news

Opinionista: 

Le professioni mutano, evolvono, si radicalizzano. Seguono i percorsi del modernismo, spesso prendono strade inesplorate. E i mestieri si fanno difficili, sempre più enigmatici. Prendete il ruolo del giornalista. Una volta aveva solide basi di riferimento. Le agenzie che battevano notizie legate a certezze assolute, il confronto sul campo, la possibilità di vedere, di controllare direttamente e personalmente i contenuti da proporre. L’autorevolezza di una qualsiasi testata era scontata, difficile che una narrazione potesse citare qualche menzogna. Ma il mondo cambia rapidamente, ed eccoci precipitati, con un certo disagio, nel mondo delle fake news, il nuovo scollamento dalla verità, l’inganno che si trasforma in realtà. Il web è stato il grande protagonista di questa triste evoluzione. Tutto è diventato certezza ed ognuno oggi si costruisce tranquillamente la propria verità, mutuando spesso dati falsi ed improbabili, offerti nella bassa cucina dei social network. Psicosi collettive che affliggono, secondo i dati dell’autorevole Istituto Cattaneo, il 75% degli italiani. Succede così che sui fluidi canali di internet rimbalza, ad esempio, la notizia che gli immigrati extra-comunitari rappresentano ormai il 25% della popolazione italiana (in realtà, superano appena il 6%  e che i musulmani sono oggi il 20% della cittadinanza (la verità dice il 5 %). Frottole, bufale, leggende metropolitane che trovano, però, largo seguito soprattutto negli strati sociali più deboli e insoddisfatti, disponibili ad individuare in altri fattori il motivo del loro disagio sociale ed economico, la loro progressiva marginalità. Poi, ci sono in Italia altre battaglie di nicchia, che individuano specifici interessi della popolazione. Il contrastato tema delle vaccinazioni, delle scie chimiche degli aerei, delle eterne dietrologie politiche. Ognuno sembra libero, ormai, di spendere i suoi spiccioli di verità nel mercato globale della vita di tutti i giorni. Post–verità che, anche all’estero, condizionano scelte strategiche decisive (Brexit), che portano al successo modelli di governo discutibili (Trump). Sciogliere l’enigma tra menzogna e verità è, forse, attualmente la grande scommessa da giocare sul tavolo del futuro, per governare un giornalismo senza tempo e senza falsità.