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Il Meridione è vivo ed è dotato di intelligenze e professionalità

Opinionista: 

Nella mia vita ho sempre disprezzato chi è capace di vendere la propria dignità in cambio di un pugno di voti o, ancora di più, chi smercia la propria terra per un progetto secessionista. Era il 1993! Erano gli anni della Lega di Miglio e di Bossi. Decisi, dopo aver preso la laurea e dopo un certo periodo di disoccupazione, di lasciare la mia amata terra ed approdare a Lecco. In quel tempo ebbi modo di assaporare i movimenti e le azioni, ideologiche e pratiche, della Lega e mi ha lasciato sempre meravigliato, anzi disgustato, di come il caprone di Pontida pensava di sputare sulla bandiera tricolore e si puliva il sedere. Mai nessuno osava alzare la voce e difendere la nostra patria. Patria di nessuno! Ed ora, dopo un trentennio, il caprone di Pontida sta raggiungendo il suo sogno: lo sfacelo dell’Italia. Mi dispiace e rammarica che a dividere l’Italia sia un povero infermiere senza né arte né parte. Forse tutto questo sta accadendo perché l'Unità d’Italia è avvenuta tenendola insieme con uno sputo. Eppure, devo ammettere, che mai avrei pensato che politici del Mezzogiorno, figli del Sud, possano arrivare ad esprimere il proprio odio verso la propria terra per avere in cambio voti e una sedia da ministro. Sono uomini senza cultura e senza dignità che si sono rivolti alla politica per soddisfare il proprio ego, la propria più sfrenata fame di potere, di soldi e successo. Sono la rovina della nostra patria e, al momento, non hanno neppure la consapevolezza del disastro che sono capaci di provocare. Poveracci! Se ne renderanno conto solo quando l’Italia sarà finita. Ma il Sud ha la sua energia e andrà avanti. C’è ancora qualche politico che sembra interessarsi alle sue sorti. Contro la legge sull’autonomia differenziata è opportuno farsi sentire. Si tratta della stabilità del Meridione e della possibilità di far continuare a vivere, degnamente, i suoi cittadini senza distinzioni, rimarginando i divari tra il Nord e il Sud. Il patto di coesione, per esempio, è uno strumento indispensabile per la sopravvivenza del Sud, ma deve essere ben gestito. Mobilitarsi per avere i fondi nazionali e cofinanziare i progetti europei è un dovere, altrimenti i soldi rimarranno fermi e il Meridione si piegherà su se stesso e, soprattutto, il Sud dovrà dimostrare che è una macchina da guerra, capace di creare e gestire progetti, adatto a saper spendere bene i fondi. Non accadrà che le risorse spettanti al Sud vadano a finire nelle tasche del Nord. Il Sud è vivo ed è dotato di intelligenze e professionalità capaci di pianificare, prevedere, programmare e incidere su quei settori, strutturali e fondamentali, che rappresentano la possibilità di uno slancio vitale: economico, finanziario, culturale e sociale. E allora che sia il Sud un gigante che sappia camminare sulle proprie gambe, con forza ed energia; che sia il Sud il posto dove è possibile far convergere tutti i fondi possibili. Oltre il divario, endemico ormai, tra il Nord e il Sud, esiste la nostra patria ed è in direzione dell’unità che bisogna camminare. Pensare e credere che ancora il Settentrione e il Meridione siano due realtà che progressivamente si allontanano non fa altro che far implodere anni e anni di storia.

TERRA DI MESCHINA MISERIA

L’Italia senza il Sud /è solamente uno zoppo /che per vivere /deve chiedere la carità /e divenire ancora di più /una povera terra /che piega la sua schiena /alla sua meschina miseria.