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Il miliardario di Lodi e la felicità pezzottata

Opinionista: 

Insomma. Ieri al supermercato ho pensato al tizio di Lodi, il miliardario d’agosto. Lo ricordate? Era successo che questo signor X (uomo, donna, giovane, anziano, disoccupato, agricoltore, prete, gay, cassintegrato, felice, incazzato?) era entrato in un bar, ordinato il solito caffettino schiumato, chiacchierato con gli amici in ferie fino al 26 quando avrebbero riaperto le fabbriche, si era fermato alla cassa, magari aveva comprato le sigarette, visto quelle schedine del superenalotto attaccate in vetrina con l’adesivo e ne aveva chiesto una precompilata da due euro. Precompilata, capito?, da due euro, di quelle che stanno lì in attesa di qualcuno che le stacchi. E la cassiera, tra uno scontrino di cappuccino e uno di gingerino, aveva staccato distrattamente uno di quei foglietti e l’aveva consegnato al signor X che, ancora ignaro, era uscito dal bar con 210 milioni di euro, 420 miliardi di lire, in tasca. E aveva pensato che lo attendeva un altro inverno di tosse, di umidità e di nebbia nella bassa padana, dove non si vede un casso diceva Dalla. Invece sapete come è andata: se è un operaio il signor X non è tornato in fabbrica, se è uno studente non ha più messo la sveglia per andare all’istituto tecnico commerciale, se è un agricoltore non si è più alzato alle tre del mattino per mungere la vacca, se è un prete state certi che non ha più detto la messa delle sette e neanche la vespertina. Da agosto scorso la sua vita, monotona, banale, tranquilla, fatta di partita Sky a casa dell’amico, di sagre paesane, di bestemmie mattutine, di una moglie che forse lo tradisce, di mutuo da pagare e bicicletta da riparare, insomma tutta la sua vita fatta di rassicuranti fastidi quotidiani affrontati con realismo lombardo e contadino non esiste più. Forse avrà comprato una bella casa, anzi due o magari dieci, con la piscina, forse avrà comprato il Fanfulla Calcio football club di Lodi e lo porterà in serie B, forse impazzirà inseguito da mattina a notte da troppi fantasmi e da troppi parenti che non sapeva di avere. Ho pensato a lui, allo sfortunato miliardario lombardo, mentre ero al supermarket, a fare la massaia come tutte le donne, come tutte le domeniche. Nel reparto vini c’era una lei deliziosa, sessant'anni e capelli corti grigi, mano nella mano con un lui, qualche anno in più, di quelli che la notte si alzano come nella pubblicità perché dicono di aver sentito un rumore o devono controllare di aver chiuso il gas, e lei intanto sorride comprensiva al buio. Insomma erano accanto allo scaffale dei vini e lui se la mangiava con gli occhi e le stava dicendo che era preferibile prendere un bianco frizzantino e leggero che si sarebbe sposato bene con la mozzarella. E lei prima ha annuito convinta, perduta negli occhi del prostatico felice, poi lo ha baciato delicatamente sul collo. Io che non mi faccio mai gli affari miei ero a pochi metri e sono rimasto ad osservare la scena. Lui mi ha guardato tra l’imbarazzato e il divertito, io gli ho risposto annuendo e sorridendo, e spero che abbia capito che il mio era l’equivalente di un like convinto. Che c’entra questo con il tizio di Lodi? Probabilmente niente, però ho pensato a lui osservando la coppia accanto ai vini. Quest'uomo, o donna, o gay, o prete, o studente, adesso ha una montagna di miliardi che noi non possiamo neppure averne un’idea, e può ordinare qualsiasi vino o champagne, con una semplice telefonata può farsi arrivare un’accompagnatrice, o accompagnatore, bianca, nera, rossa, calva, da qualsiasi parte del mondo. Ma credete che possa mai sperare di ricevere un bacio convinto, sul collo, da una donna felice con i capelli corti? Poi c’è la corrente di pensiero opposta che si può sintetizzare così: chi se ne fotte del bacio convinto sul collo, eccetera, eccetera. Datemi i 240 milioni e i baci sul collo me li do da solo. Un metodo comunque lo trovo. Con 240 milioni si trova tutto. Vuoi vedere che i cinesi non hanno ancora inventato la felicità pezzottata, quella che sembra vera?