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La crescita del territorio e le buone prassi

Opinionista: 

In genere quello delle buone prassi rappresenta lo scenario di riferimento a cui un contesto socio-economico dovrebbe riferirsi per migliorare gli indici di efficienza economica di un dato territorio. Si parla tanto di questo, all’interno del fondo sociale europeo per l’occupazione, ma dovrebbe essere anche e soprattutto un obiettivo di politica economica del territorio. Io stesso, me ne accorgo durante le visite e gli interscambi che ho, nelle riunioni con i miei colleghi della mia associazione di appartenenza. Vedo che ci sono dei modelli funzionanti in Italia, che non possono non essere tenuti in considerazione. Mi riferisco alla provincia di Piacenza, che conosco per motivi familiari, dove ho ritrovato un imprenditore napoletano che ben si colloca all’interno di un contesto di eccellenza, e che è oggi a capo di una delle prime dieci aziende al mondo in termini di esportazione di ricerca applicata all’industria. Parlo dell’ingegnere Antonio Cerciello, che è il presidente della Nord Meccanica spa, leader mondiale del packaging industriale e che, in quel di Piacenza, dà lustro al valore degli imprenditori meridionali. Ora, la presenza di un napoletano o uomo del Sud nel gotha dell’imprenditoria nazionale e soprattutto nel settore dell’alta finanza del nostro Paese, è la prova provata che l’asfissia economica meridionale non consente, se non in casi rari, lo sviluppo di una imprenditoria diffusa e portatrice di sviluppo. E allora spetta a noi imprenditori, di concerto con le associazioni di categoria sindacali e datoriali, analizzare i contesti più evoluti e soprattutto le ipotesi da adottare per migliorare lo sviluppo territoriale con il conseguente aumento della occupazione. Ebbene, il modello Piacenza è un modello di riferimento, soprattutto nel settore della logistica; e il mio ex collega, il presidente Cristian Camisa, è un imprenditore molto attento e soprattutto un presidente di associazione molto intraprendente che segue le dinamiche dello sviluppo del suo territorio e al quale noi di Napoli abbiamo chiesto lumi sulle potenzialità della logistica e soprattutto sulle sue possibilità di innalzamento del reddito medio provinciale e regionale. Un esempio di buone pratiche. Ricoprire un ruolo apicale per innaffiare il proprio ego di auto consensi, purtroppo, oggi, è sport molto praticato nel nostro paese, dove la competenza non riesce ad emergere, soffocata dall’incompetenza diffusa e soprattutto dall’affarismo più bieco. Quindi, detto ciò, c’è bisogno che l’analisi delle buone prassi sia il “must” che ogni operatore dello sviluppo economico deve poter consultare per raffrontare tutte le variabili possibili incidenti sul territorio in caso di investimento similare a quello che ha già dato lustro ad altre comunità italiane. Tale processo, che comporta l’analisi dei punti di riferimento da prendere come parametri del caso, può comportare il fatto che miglioramenti applicati nel nuovo contesto possono produrre effetti migliorativi anche per chi ha adottato per primo la prassi di riferimento. L’idea della Confapi Regione Campania è, quindi, anche e soprattutto la creazione di un ufficio studi che abbia come strumenti operativi aziende associate, strutture sindacali, enti di Formazione datoriali e non. Questo per sottoporre alla politica le soluzioni degli impieghi che più possono essere produttivi per la crescita del territorio. Concludendo, per avere vie di uscita dalla profonda crisi in cui è piombato il nostro Mezzogiorno, bisogna lavorare, essere umili ed avere il giusto peso delle cose in ballo. L’importanza di un territorio e di tutte le cariche ad esso connesso, non si misura in popolazione residente, ma in reddito pro-capite generato. Quindi la supponenza di taluni rappresentanti, è fuori luogo (come assistiamo purtroppo noi a Napoli), se l’economia di riferimento è asfittica e molto spesso solo nei piccoli territori si trovano le soluzioni, da parte di chi effettivamente è impegnato e non dice di esserlo. La realtà salernitana che in Campania, esprime la leadership regionale, ne è un chiaro esempio.