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La scuola italiana bussola del Paese

Opinionista: 

Improvvisamente, la scuola ha riallineato i suoi pianeti ed è tornata centrale del sistema formativo e culturale del nostro Paese. Su questo, oggettivamente, il Governo ha fatto un buon lavoro. I numeri parlano l’aritmetica dell’ottimismo: 58mila 800 docenti messi in ruolo con un regolare concorso (solo 19mila nell’anno precedente). Altri 60mila regolarmente assunti con contratto annuale. E, come cornice, l’ingaggio di altri 60mila insegnanti in sostegno, una carenza troppo spesso manifesta nella scuola italiana. Uno sforzo notevole, per molti versi inedito (l’ultimo sprint si registrò solo nel 2015) reso ancor più preziosoda altri numeri che incentivano la speranza di una anno assolutamente diverso dal passato. La vaccinazione di massa in corso ha dato, infatti, eccellenti risultati: il 70% dei ragazzi tra i 16 e i 19 anni è stato vaccinato, oltre il 93% del personale scolastico si è già sottoposto ad immunizzazione. Da oggi, per le nove regioni che hanno aperto le danze, da domani anche in Campania, le cattedre hanno già i loro legittimi destinatari. Certo, ci saranno sicuramente i soliti certificati medici, ci saranno le solite rinunce ma ne fuoriesce sicuramente una planimetria chiara, esplicita, confortante, come mai nel passato. E in più, quest’anno, c’è il sostegno della Sogei, un report informatico che consente di avere sin da oggi, classe per classe, tutti i numeri di ogni singola scuola: un altro obiettivo raggiunto. Molto si è fatto anche per i trasporti dove alle Regioni sono stati forniti mezzi economici finalmente adeguati. È un altro, importante, anello di una catena dove anche i Comuni hanno potuto finalmente disporre di congrue assegnazioni per gli edifici scolastici. Non siamo, certo, al vaso di Pandora, non siamo alla guarigione di tutti i mali ma, una volta tanto, sembra che siano stati fatti significativi passi in avanti e che il lavoro del premier Mario Draghi e del ministro Patrizio Bianchi sia stato di indiscutibile qualità. Ma c'è un concetto che vale la pena ribadire con forza. La scuola è tornata alla sua centralità nel Paese, al suo ruolo di orientamento, di impronta e di guida. Nuova bussola di una Nazione che prova a rialzare la testa, dopo anni di oscurantismo.