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La seconda ondata di un solido virus

Opinionista: 

Il limbo purificante, purtroppo, è ancora lontano. L’aritmetica non è quella drammatica dei mesi scorsi ma resta piena di dati, di numeri, di riflessioni che ci aiutano ad osservare la futura dinamica del virus, i primi segnali della cosiddetta seconda ondata. Tutto ruota scientificamente attorno ad una parola magica, rilassatezza. Anch’essa viene valutata attraverso indici precisi, sostanzialmente indiscutibili. Uno strumento legato alle campagne informative pubbliche, alle chiusure, alle singole misure di contenimento. Un indice di rigore che spiega chiaramente il lassismo, la tolleranza, il permissivismo di ogni singolo stato. La tranquillità è una parola che non entra nel vocabolario del Coronavirus. Lo testimoniano casi emblematici come Mondragone e Bologna. Dove catene di contagio incontrollato, dove i portatori attivi del virus hanno circolato liberamente, creando, purtroppo, nuovi focolai. In questo contesto, emerge un ulteriore problema, significativo soprattutto tra i tanti stranieri che dimorano nell’ area casertana. Qualsiasi paziente, a qualsiasi latitudine, deve confrontarsi con la grave patologia che ha di fronte e deve, quindi, collaborare con le strutture sanitarie, senza infingimenti, senza incertezze. Pensare che, nelle prime ore dei tamponi, quattro cittadini bulgari (su un totale di 50 contagiati) si siano dileguati, facendo perdere le loro tracce è qualcosa di assolutamente intollerabile che può trasformare un semplice focolaio in una vera emergenza. Certo, per seguire le coordinate della logica e dell’epidemiologia ci vuole maturità, senso di responsabilità, spirito critico. L’ignoranza èspesso un nemico sottile che annebbia le coscienze. Ma è un problema che, più largamente, affligge a livello mondiale decine di Paesi, ancora incapaci con il loro analfabetismo sanitario e la loro inconsapevolezza sociale, di uscire dalla prima fase del virus. Oggi, i cinque Continente restano, comunque, sotto un monitoraggio costante. Molte università, Oxford in testa, studiano dettagliatamente gli sviluppi del virus. Solo in quest’ultima settimana, in Germania l’aumento dei casi è del 36,7%, negli Stati Uniti del 24,6 %,in Ucraina del 19,3%. La stessa Svizzera appare a rischio, + 15,1%, come la Francia al 12%. Numeri in altalena che possono cambiare, giorno dopo giorno, su un ottovolante impazzito che non conosce regole. Mentre tutti cominciano a comprendere come il vaccino sia ancora una ricerca magmatica, costosa e indecifrabile.