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La violenza sulle donne è un oltraggio a Dio

Opinionista: 

Appare indubbiamente significativo che il primo appello di papa Bergoglio all’inizio dell’anno nuovo riguardi la violenza sulle donne, definita senza se e senza ma come un oltraggio verso Dio. Era stato preceduto dal presidente Mattarella ventiquattro ore prima nel saluto augurale della mezzanotte e il tema torna con fermezza nell’omelia di inizio anno con una decisa condanna: “Quanta violenza c’è nei confronti delle donne! Basta! (…) Ferire una donna è come oltraggiare Dio”. La bruta violenza maschile contro le donne – e non è certo la prima volta – viene esplicitamente giudicata dal Pontefice come un vero e proprio crimine contro l’umanità, ma è giudicato anche come un oltraggio a Dio. Sono numerosi, infatti, i casi che vengono portati all’attenzione di papa Francesco da ogni angolo del mondo, denunciati da Vescovi, sacerdoti, persone. Per Bergoglio non è certo una novità, giacché quando era ancora vescovo in Argentina era costretto a intervenire in difesa delle donne sfruttate dalla prostituzione e costrette a vendere il proprio corpo. In più d’una occasione il papa ha sottolineato con forza che la Chiesa è donna e madre e “se viene a mancare questo tratto femminile si avvia lungo il piano inclinato di una “associazione di beneficenza o una squadra di calcio”. Nell’omelia del primo gennaio Bergoglio ha sostenuto con fermezza che “la Chiesa è madre, la Chiesa è donna. Non possiamo trovare il posto della donna nella Chiesa senza rispecchiarla nella donna madre, questo è il posto della donna nella Chiesa”. Si comprende così perché il Pontefice abbia scelto l’omelia di Capodanno per rivolgere alle donne un elogio, specialmente quando non si è limitato ad esaltare il ruolo di madre, in grado di tenere insieme i sogni e la concretezza, giacché “dalle donne e non da un angelo Dio ha preso l’umanità”. Il Papa riesce così a tracciare un modello cristiano di Maria e il nuovo anno inizia nel segno della Santa Madre di Dio. “Lo sguardo materno – ha affermato Bergoglio – è la via per rinascere e crescere. Le madri, le donne guardano il mondo non per sfruttarlo, ma perché abbia vita: guardando con il cuore, riescono a tenere insieme i sogni e la concretezza, evitando le derive del pragmatismo asettico e dell’astrattezza. E la Chiesa è madre, la Chiesa è donna. Per questo non possiamo trovare il posto della donna nella Chiesa senza rispecchiarla in questo cuore di donnamadre”. Lo sguardo della donnamadre, ma anche quello delle donne “che custodiscono il mondo”, sono alla base di una forza speciale. “Quanto amore c’è nei loro occhi – ha detto infine Bergoglio – che mentre piangono sanno infondere motivi per sperare (…) Il loro è uno sguardo consapevole, senza illusione, eppure al di là offre una prospettiva più ampia, quella della cura, dell’amore che rigenera speranza. Questo fanno le madri: sanno superare ostacoli e conflitti, sanno infondere pace. Così riescono a trasformare le avversità in opportunità di rinascita e di crescita. Lo fanno perché sanno custodire, sanno tenere insieme i fili della vita. C’è bisogno di gente in grado di tessere fili di comunione, che contrastino i i troppi fili spinati delle divisioni”. Ed ancora: “Le donne guardano il mondo non per sfruttarlo, ma perché abbia vita (…) Mentre le madri donano la vita e le donne custodiscono il mondo, diamoci da fare tutti per promuovere le madri e proteggere le donne. Quanta violenza c’è nei confronti delle donne! Basta! Ferire una donna è oltraggiare Dio, che da una donna ha preso l’umanità”.