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Lasciate che i fanciulli vengano a me

Opinionista: 

Cari amici lettori, “lasciate che i fanciulli vengano a me” disse Gesù ai discepoli, “soltanto chi è puro e innocente come un fanciullo entrerà nel regno dei cieli”. La cultura cristiana o, ciò che è lo stesso, la cultura occidentale ha sempre ritenuto che i bambini  meritassero speciale protezione. Cosa, questa, assolutamente ragionevole anche da un punto di vista sociale, poiché i bambini rappresentano il futuro ed è ovvio che non possiamo distruggere il nostro futuro.Fino a un passato abbastanza recente non erano solo le pubbliche istituzioni a difendere l’infanzia. Persino la criminalità organizzata aveva una legge precisa: ‘E ccriature nun se tòccano!”. E la faceva rispettare senza sconti. Poi è venuto il tempo del vitello d’oro e per i bambini sono cominciati i guai. A un’estremità troviamo la mafia nigeriana, che fa il più orribile dei commerci: i bambini sono ammazzati, fatti a pezzi e i loro organi venduti sui mercati internazionali. Sembra che un ramo importante di tale struttura criminale, nera sotto tutti gli aspetti, operi qui da noi, sulla Via Domiziana. A quanto ne sappiamo, le autorità non hanno mai mosso un dito per sradicare quest’organizzazione: anzi, per quel che ricordo, quando i nigeriani entrarono in conflitto con i casalesi, lo Stato colpì questi ultimi e non i nigeriani. Anche la criminalità nostrana, però, ha dimenticato l’antica legge, facendo i bambini vittime e i ragazzini coautori dei loro delitti. E, tanto per completare il lato insanguinato del quadro, non impressiona più la disumanità di padri e madri (ma possiamo ancora definirli tali?) che uccidono i figli: padri e madri appartenenti a tutti gli strati sociali, dalle classi agiate a quelle miserabili. Un orrore che non può certamente considerarsi bilanciato da quei figli che, cresciuti, uccidono padri, madri, nonni e altri parenti. Appare integrato, invece, da quei genitori che dimenticano i bambini più piccoli nelle automobili in sosta, facendoli morire di caldo e di asfissia. Certo, avveniva anche in passato che neonati fossero abbandonati. Erano, per lo più, figli di madri nubili che non si sentivano in grado di crescerli e li affidavano alla “Ruota della Nunziata”, rasserenati dal fatto che la struttura religiosa ne avesse cura. Proprio qui passiamo sull’altro versante dell’orrore, che imperversa nelle strutture ecclesiali, anche se non soltanto in quelle. La società che adora il vitello d’oro non è capace di amare e, allora ha sostituito l’amore con il sesso. Non più sentimenti che uniscono e sublimano, ma compere, vendite e offerte pubblicitarie che hanno a oggetto il sesso, sia nella sua accezione biblica sia nelle infinite varianti della cultura del gender. La piaga della pedofilia dilaga in tutti gli ambienti e non conosce più, come nella cultura greco pagana, limiti di età. Non dà, di solito, la morte fisica, ma s’impadronisce di corpi indifesi e lascia piaghe indelebili nella psiche delle vittime. Accade, infine, in questo come in altri campi, il fenomeno per il quale i latini si chiedevano: “Quis custodiet custodes?”. Quelli, cioè, che dovrebbero difendere gli innocenti li colpiscono a tradimento. Avete già capito che mi riferisco, continuando il discorso iniziato una settimana fa, agli abusi delle organizzazioni che dovrebbero assistere l’infanzia e, invece, in varia maniera, contribuiscono a rovinare la loro esistenza. Certo, gruppi che rapivano i bambini esistevano anche in passato. Erano criminali che pretendevano un riscatto e, a volte, uccidevano la creatura rubata alla famiglia. Ci sono famosi casi di cronaca, ma il principe degli esempi è nella letteratura gialla: “Assassinio sull’Orient Express”, della grandissima Agatha Christie. Erano casi rarissimi. Oggi la vendita dei bambini è diventata istituzionale. Esplode il caso Bibbiano che, però, non sembra isolato e nemmeno originale. Ricordate il Forteto? Lo scandalo scoppiò nel 1978 e il processo eterno a Rodolfo Fiesoli, creatore del lager toscano per i bambini strappati ai genitori, non è ancora terminato (cosa sono, in Italia, quarantun anni per chiudere un processo?). Fece assai prima la Corte europea dei diritti dell'uomo, cui una madre (cui era stato impedito di vedere i due figli in affidamento al Forteto) aveva sporto denunzia nel 1998, che il tredici luglio duemila condannò lo Stato italiano a pagare un risarcimento. Nonostante le condanne (alcune definitive) inflitte al Fiesoli, continuò l'affidamento di bambini da parte del Tribunale dei minori di Firenze e, in trenta anni, saranno almeno ottantasei i minori affidati all'associazione! Solo nel 2012 gli affidamenti di minori al Forteto s’interromperanno. Questo, perdonatemi l’eufemismo, non torna a lode della giustizia minorile in Toscana. Che dire del processo “Veleno”, nel quale molti genitori della bassa modenese furono condannati, forse ingiustamente, per violenze e maltrattamenti sui figli minori, che dovevano essere gestiti da altro gruppo “benefico”? Le organizzazioni criminali che strappano i bambini alle famiglie, insomma, prosperano da troppo tempo e godono della complicità di molti magistrati minorili (Bibbiano come il Forteto). Anche la grancassa dei media politicamente corretti volta la faccia da un’altra parte (impegnata com’è a criticare il giro del piccolo Salvini sul barchino della Polizia), forse perché questi fatti avvengono, guarda caso, in regioni amministrate dalla sinistra e coinvolgono amministratori di quella parte politica. Questo dà da pensare. Non si discute che il fine dei capibanda sia quello di lucrare pingui contribuzioni. Il sostegno di ambienti e personaggi progressisti fa pensare, però, che vi sia, parallelo, un fine ideologico: la distruzione della famiglia naturale. Ciò che mi angoscia è che nessuno fa nulla per cambiare le cose. Persino il papa argentino e l’organo di stampa vaticano preferiscono occuparsi dei bambini messicani anziché di quelli emiliani (cioè dell’antico stato pontificio). La politica italiana fa peggio: cioè chiacchiere e nulla più. Nel 2018 il Parlamento ha ricevuto ed esaminato più rapporti sulla tratta dei minori, senza concludere alcunché di rilevante. Il futuro è sempre più buio.