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L’autocelebrazione delle Universiadi 2019

Opinionista: 

Gentile Direttore, leggo sul suo autorevole giornale della bella manifestazione “La giornata del Volontariato della Protezione Civile”, tenuta alla Mostra d’Oltremare con la partecipazione di circa 500 volontari, con il presidente del Comitato Regionale del Volontariato di P.C., il generale Carmine De Pascale, attuale consigliere regionale. Mi sono soffermato sulla notizia, perché per 4 anni sono stato direttore della Scuola Regionale di Protezione Civile, dove si sono formati migliaia di volontari, e 3 anni presidente, appunto, del Comitato Regionale del Volontariato, insediato all’atto della mia nomina, e la partecipazione del grande artista Gino Rivieccio. Questa notizia, che mi ha fatto rivivere begli anni trascorsi con uomini e donne eccezionali, i quali dedicano il loro tempo libero nel soccorso alla comunità, in condizioni spesso di gravi difficoltà e tragedie (pensiamo ai terremoti, alle alluvioni, alle frane), ha portato la mia attenzione anche sul fatto che i volontari verranno impiegati per le imminenti Universiadi, dal 3 al 14 luglio. E qui ho colto il “messaggio” del Governatore De Luca, presente all’evento, che ha parlato di “ grande sfida che attende la Regione impegnata con tutte le sue forze nella perfetta riuscita di un evento di straordinaria importanza con eccezionali ricadute su tutto il territorio”. A ben vedere, e ricordare, questa “grande sfida con eccezionali ricadute”, pur conoscendo il “rituale” linguaggio del nostro Governatore, abbondante di aggettivazioni un po' ridondanti, non la vedo affatto. Pur comprendendo l’“autocelebrazione” che in ogni occasione si fa su ogni evento da parte delle Istituzioni interessate, sulle Universiadi si afferma addirittura che esse sono “superiori alle Olimpiade invernali (sic!)”, e che “la Regione Campania ha ottenuto per la città di Napoli, lo scorso 5 marzo 2016, la designazione da parte della Fisu a ospitare l’edizione estiva dell’Universiade”. Sarebbe, invece, doveroso dire come si è arrivati a questa assegnazione, ed è semplicissimo! Perché, dopo l’ultima rinuncia ad organizzare la manifestazione da parte della capitale del Brasile (Brasilia) il 23 novembre 2013, la Fisu (Federazione Universitaria) ha cercato disperatamente una nuova sede nel mondo; nessuna Nazione o città hanno risposto; l’unica è stata Napoli nel gennaio 2016! Napoli, quindi, è arrivata “prima” nella scelta fra le città candidate alle “importantissime” Universiadi, partecipando… da sola! Nell’attuale fase storica in cui l’Italia sta precipitando nel ruolo di “Nazione subalterna” anche a quelle una volta chiamate “secondarie”, il nostro Sud è coinvolto mille volte di più nel vortice della soccombenza in base al principio del “si salvi chi può”. L’opulento Nord, complice anche parte della nostra popolazione meridionale, che omaggia il vincente di turno, vuole (ed avrà) l’economia differenziata, cioè, l’indipendenza a trattenersi tutti i benefici derivanti anche dalla nostra manodopera emigrata, e dai consumi che con i nostri 22 milioni di abitanti faremo con i prodotti delle loro fabbriche. In compenso, però, abbiamo “ottenuto” le Universiadi che saranno una… cascata d’oro per tutta la Campania ed anche fuori dai suoi confini. Se non fosse per la tragedia dei veri problemi di Napoli, e del Sud in genere, legata alla disoccupazione, la miseria, la delinquenza, il degrado, ci sarebbe da… applaudire ad una tale… barzelletta. Le Universiadi sono quasi ovunque “snobbate”, perché poco seguite, in quanto la gente vuole vedere i “campioni” partecipare (e questo avviene solo per le Olimpiadi o Mondiali); può anche capitare un vero campione iscritto all’Università, come lo fu il grande Mennea, ma è un caso isolato, non la regola. E, poi, Direttore: ci rendiamo conto del problema che abbiamo creato, facendo alloggiare diecimila atleti su… due navi ancorate al Porto di Napoli? Dopo l’altra “barzelletta” delle “casette” all’interno della Mostra d’Oltremare, a dimostrazione dell’improvvisazione dei nostri governanti, che mettono in piedi Comitati vari lautamente retribuiti (nostri soldi), che fanno progetti degni di un “gioco da bambini fino a 5 anni”, ci ritroviamo con due navi, “giganti del mare”, ancorate al Porto di Napoli, con i motori accesi notte e giorno, perché al Porto di Napoli manca anche l‘attacco della luce elettrica per le navi, che, così, per illuminare le cabine e per tutti i servizi a bordo, devono avere i motori accesi. Mi viene a mente, a tal proposito, la delibera del Comune di Napoli del 22 marzo di quest’anno intitolata: “Ossigeno bene comune”, con misure a supporto della qualità dell’aria a Napoli. Con lo scarico delle mega-navi che già approdano a Napoli, e, soprattutto, con le due che per 15 giorni 24 ore su 24 avranno i motori accesi, sai che “ bene comune” sarà il residuo ossigeno? Ed, infine, una volta finite le Olimpiadi, quale struttura abitativa rimarrà nel Porto? L’ombra delle navi che se ne vanno o il… residuo dei loro nocivi gas?