Accessibilità:
-A A +A
Print Friendly, PDF & Email

L’Intelligenza Artificiale sia guidata da precise leggi

Opinionista: 

Sempre più frequentemente i dibattiti televisivi, radiofonici, articoli di giornali ci rimandano notizie, informazioni e riflessioni sulla pervasività che sta avendo l’Intelligenza Artificiale in ogni campo della vita umana. È opportuno riflettere sul potere dell’Intelligenza Artificiale considerato i passi da gigante che sta compiendo. Ogni uomo, dotato di intelletto e senso di responsabilità, di fronte all’avanzare di questo oggetto- che pur rimane per certi aspetti nel mistero - deve porsi in atteggiamento critico per tentare di capire quanto l’Intelligenza Artificiale sia in grado di simulare la mente umana, riprodurne il pensiero e quale ricaduta possa avere, sul piano pratico ed etico, il fatto che macchine e sistemi informatici simulano i processi di intelligenza umana. Sono certo che ci troviamo sicuramente di fronte a nuovi scenari. E allora come muoverci all’interno di questa rete che mette in relazione umano e artificiale, tecnica e facoltà di pensare? L’Intelligenza Artificiale è, senza dubbio, un’opportunità che ridefinisce il panorama competitivo globale aprendo ad una diversa crescita economica e di sviluppo sociale. È certo che l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali, nelle neuroscienze, nella sanità pone grandi e forti segnali di accelerazione e di crescita, aumenta la produttività delle organizzazioni e delle persone, autonomizza fondamentali processi, libera la creatività e l’ingegno umano, aggiunge rapidità nello svolgere i lavori, fa risparmiare tempo e fa aumentare le attività più strategiche e di maggior valore. Di fronte a tutto ciò è essenziale, però, guidare le imprese e le persone a orientarsi affinché si possa trarre il maggiore beneficio, comprenderne il potere trasformativo e le opportunità senza mai tralasciare gli aspetti etici e lo sviluppo responsabile. Per contribuire alla crescita dell’Italia, che sia sostenibile e qualitativamente alta, ritengo sia opportuno che ci sia regolamentazione e formazione. È, dunque, necessario, che l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale sia guidato da precise leggi: nessuna macchina può e deve andare ad inficiare sulla dignità ed integrità della persona; non bisogna che abusi del suo potere, anzi deve sottostare alla capacità di gestione umana. Non ritengo opportuno né giusto che una macchina possa andare a distruggere assetti lavorativi determinando la perdita di lavoro soprattutto per chi non ha una forte specializzazione. Io temo proprio questo: che laddove ci sia una forte specializzazione l’Intelligenza Artificiale possa generare nuove chance, più ricerca, iniziative, creatività e appetibilità; invece, laddove esiste una minore specializzazione si corre il rischio di negare ogni tipo di opportunità in termini di innovazione e di sviluppo. L’Italia, e ancor di più l’Europa, devono far fronte comune affinchè dettino una direzione che non crei disparità eventualmente derivate dall’utilizzo, senza senso e senza ritegno, delle macchine artificiali e tecnologiche nella nostra vita. Quando la scienza non fa godere al popolo gli interessi comuni non è scienza,è solamente una macabra onnipotenza che regna nella mente di chi pensa di essere un Dio, ma in realtà è una bestia a due zampe che per errare gode della luce del sole.