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L’inutile polemica del fratello di Borsellino

Opinionista: 

Il fratello di Paolo Borsellino nel giorno in cui ricorreva l'anniversario della strage mafiosa che massacró il coraggioso giudice siciliano e la sua scorta, in quel di Palermo in via D'Amelio, ha tentato di scatenare una odiosa quanto inutile polemica con il giudice Catello Maresca. Colpevole, secondo Salvatore Borsellino, d'aver espresso un giudizio positivo nei confronti di Silvio Berlusconi. Una frase innocente e di buon senso che tutti gli italiani in buona fede hanno sicuramente condiviso. Il buon Paolo si sarà rivoltato nella tomba ascoltando le parole di suo fratello Salvatore. Inopportune e fuori luogo. Inutili veleni. Ne poteva veramente fare a meno. Una clamorosa caduta di stile. Accusare il Giudice Maresca sui temi scelti da Salvatore Borsellino fa amaramente sorridere ma anche inorridire. Chiedere la restituzione di quel libretto rosso ad un giudice che in terra di camorra ha fatto concretamente il suo dovere non mi è sembrata una cosa saggia. Paolo Borsellino, lo sanno tutti, fu da giovane un convinto militante delle organizzazioni studentesche del Movimento Sociale Italiano. Amico fraterno del professor Pippo Tricoli, leader missino di Palermo. Borsellino mai nascose le sue idee e la sua area culturale di riferimento. Alcuni video e foto lo testimoniano. Da magistrato non prese certo le distanze dal voto di 47 esponenti del Msi che in Parlamento si batterono e lo votarono per eleggerlo presidente della Repubblica Italiana. Quello del Msi fu anche un onesto tentativo di salvare la vita a Paolo Borsellino, da tempo oramai nel mirino della mafia dopo la tragica fine di Giovanni Falcone. Ma il nobile gesto della Destra politica e parlamentare venne isolato come spesso è accaduto in quei terribili anni. Oggi non si avverte certo il bisogno di avviare polemiche mentre l'Italia intera rende giustamente gli onori a Paolo Borsellino per il suo sacrificio. Purtroppo, il fratello del mitico Paolo, non perde occasione, per lanciare anatemi e inutili strali che offendono la memoria di un martire della giustizia. Chi ha avuto l'onore, il privilegio ed il piacere di conoscere Paolo Borsellino ne soffre in silenzio, e prega per l'anima di un magistrato che resta nel Pantheon degli eroi italiani. Soprattutto oggi che l'ordine giudiziario vive il peggior momento sul piano della sua credibilità. Riposa in pace grande Borsellino e perdona un fratello che non rendendosi a volte conto di ciò che dice, straparla e deborda, e involontariamente mortifica la tua figura gigantesca. Ma noi, come è noto, combattiamo l'errore e non l'errante.