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Lo spettrale silenzio di Piazza San Pietro

Opinionista: 

Quel silenzio spettrale di quella grande piazza, quel vecchio stanco vestito dei paramenti sacri, quel Crocifisso Santo inciso nella storia di Roma, quella pioggia fitta, immobile che spegne anche i bracieri della devozione, quelle campane solenni che s’incrociano con le sirene delle autoambulanze, ecco le diapositive che restano, in queste ore difficili, nella tempesta del nostro cuore, smascherando ulteriormente la nostra vulnerabilità. Papa Francesco è stanco. Affanna, si muove con un certo disagio in un paesaggio surreale. Comprende lo smarrimento del mondo e richiama le parole di Cristo, la sua straordinaria fede nel Padre, il suo monito a non aver paura, a credere nella dottrina e nella speranza. Mentre tutto sembra naufragare, mentre il mondo si ferma, incerto del suo percorso, perplesso sugli obiettivi della vita, Papa Francesco, unico vero, autentico leader mondiale, fa sentire forte la sua voce, chiama a raccolta gli uomini al di là del loro credo, al di là della propria religione, al di là della propria identità. Una voce alta che si innalza forte nel cielo di Roma, parlando un linguaggio planetario. Smuove le nostre coscienze, ci accompagna nel deserto improvviso della nostra vita, stimolando il ricorso prezioso alla preghiera che sembravamo aver dimenticato. Non sarà facile dimenticare le sue parole, non sarà facile dimenticare questo pomeriggio unico, memorabile, probabilmente irripetibile a Piazza San Pietro. Non sarà facile dimenticare questa benedizione che abbraccia un mondo fragile e smarrito, rivelatosi oggi impaurito e disorientato.

*vicepresidente nazionale del Movimento Cristiano Lavorato