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Ma il sindaco di Napoli è di destra o di sinistra?

Opinionista: 

Ma un operatore ecologico che compie faticosamente il suo dovere è di destra o di sinistra? E un ferrotranviere che fa andare su e giù con regolarità una funicolare senza cadere malato ad ogni spiffero di vento che categoria politica appartiene? E, infine, un sindaco che naviga su un mare di debiti senza preoccuparsi del fatto che di questo passo la città sarà costretta a chiudere, possiamo farlo risalire alla tradizione riformista o a quella conservatrice?  È un Tory o un Whig? Un seguace di Tony Blair o di Margaret Thatcher? Di ritorno da una rilassante crociera sul Danubio osservo la bella Napoli e constato la sua lunga collezione di micro-catastrofi, che ne fanno una metropoli sempre più sull’orlo di una crisi di nervi, incerta tra l’Europa e il paese di Bengodi, talmente innamorata di se stessa da non scorgere le rughe che le solcano inesorabilmente il viso. Decretandone l’irreversibile decadenza. I turisti non visitano Napoli. La consumano. Si sfogano, come hooligans in trasferta, rilasciando per strada rifiuti e urla. Ho visto in via Duomo un giovane inglese ospite di uno dei tanti bed and breakfast abusivi inneggiare al gesto di alcuni giovinastri che rovesciavano per strada alcuni contenitori di monnezza. Non ho osservato vigili urbani, nè operatori della pubblica sicurezza impegnati nella tutela della Chiesa Madre, il Duomo dove respira il sangue di San Gennaro ormai abbandonato al timido presidio di due giovani militari dell’esercito, oltre che alla silenziosa e ingombrante presenza dei soliti, indomabili vu cumprà. La deep Naples, il governo nascosto e insolente della città, prevale su tutto. Nonostante l’indole laboriosa di tanti napoletani onesti. Ogni angolo di strada è presidiato da un parcheggiatore abusivo, tutto è permesso in materia di sversamento dei rifiuti, i cantieri che strozzano centro e periferia procedono a passo di lumaca assecondando l’indole sadica dei capocantiere e dei direttori lavori che imperversano con le loro turbe mentali, la linea 1 della Metropolitana  (unica al mondo per avere più stazioni che treni) affligge la vita di superficie di cittadini e visitatori, mettendo in scena la perfetta imitazione di  un girone dantesco, il cui centro vorticoso e globulare è piazza Nicola Amore.   In una situazione del genere, ti aspetteresti un signore alla Rudolph Giuliani che, in nome della “tolleranza zero” puntasse al ripristino della legalità e alla corretta gestione della cosa pubblica. Invece alla capitale del Mezzogiorno è toccata una modesta rivisitazione di Emiliano Zapata, il leader della rivoluzione messicana che più populista non si può, nemmeno col risciacquo in salsa cinquestelle. De Magistris cambia assessori, ma non prospettiva. Le municipalizzate di trasporti e rifiuti non funzionano? È colpa della svolta efficientista del governo Renzi. L’Abc non paga i canoni depurativi e l’acqua all’ingrosso alla Regione? Si tratta della solita congiura salernitana di De Luca e Bonavitacola.  Il debito consolidato ammonta a 4,8 miliardi di euro? Non c’è dubbio, è una macchinazione di Soros, del gruppo Bilderberg e della grande finanza internazionale. Di questo passo, manca solo l’invocazione al super-eroe, al Batman di turno che, candidandosi nelle liste regionali di De.Ma., possa metter fine all’ingiusta vessazione cui è sottoposta la città del Sole. Auguri.