Accessibilità:
-A A +A
Print Friendly, PDF & Email

Nàpule, pòver ammóre mio

Opinionista: 

Cari amici lettori, devo confessarvi che sono molto preoccupato per la sopravvivenza della mia città. Sì, so anch’io che dovrebbe continuare ad esistere finche l’uovo seppellito dal mago Virgilio nel profondo dell’isola Megaride resterà al suo posto, ma Provate a immaginare quale immensa tragedia sarebbe la riconferma a Palazzo San Giacomo del sindaco uscente. Quello sarebbe capace di scavare le fondamenta del Castel dell’Ovo per farvi transitare una pista ciclabile sotterranea e sottomarina! Voi mi direte: ma chi può essere così incosciente da votare per quello là dopo tutto quello che ha combinato e tutto quello che non ha fatto in questi cinque anni? Beh, intanto ci sono le categorie beneficate: potete scommettere che tutti i parcheggiatori abusivi e i camorristi che assegnano loro la piazza lo sosterranno entusiasti. Aggiungete i teppisti dei centri sociali, che fruiscono gratuitamente di casa, acqua, luce e gas: essi hanno già manifestato il loro appoggio con diverse azioni squadristiche a sostegno del benefattore. Considerate, infine che “Mater semper gravida idiotae”: in tanti sono capaci di credere al bene( da loro)amato sindaco quando spudoratamente nega di aver detto “Va a cagare” (espressione meneghino- interista che sostituisce il nostrano “Vaffanculo”). Peccato che tutti noi abbiamo sui computer il filmato del suo discorso pubblicato su internet, ove la garbata espressione indirizzata al capo del governo si può ascoltare con assoluta chiarezza. Giggino ‘o flop stavolta si presenta con un programma molto vago. Sarà perché vuol fare in salto in politica, come mormorano alcuni, o perché troppa gente ricorda le ventitré promesse che fece cinque anni fa e che tutte, puntualmente, si è guardato bene dal mantenere? Fra quelle 27 spiccano la differenziata al 70% entro la fine del 2011 e il Forum delle culture; ahinoi, la raccolta è ferma ai livelli della Iervolino e l'aborto del Forum è riuscito a sputtanare la nostra città davanti a tutto il mondo. Consentitemi ancora qualche riga per celebrare gli spot elettorali del sindaco, il quale ama parlare da solo dopo che l’unico confronto l’ha fatto nero: sono ricomparse, udite udite, le divise della polizia municipale e innumerevoli vigilesse ben vestite che non si sa in quale deposito fossero state lasciate finora. Ma la più bella l’ho vista l’altro giorno in via Carlo Poerio: un signore con una divisa multicolore della Nettezza Urbana passeggiava sul marciapiede lato sud, recando con sé una scopa e una paletta, e si fermava ogni tre o quattro metri per spingere un minuscolo oggetto sul secondo strumento di lavoro. Sono rimasto davvero affascinato dalla scena, che sembrava uscita dalla penna di Samuel Beckett: non soltanto perché ho scoperto che a Napoli esistono ancora gli “operatori ecologici”, ma anche perché quel passo di danza esprimeva, meglio di qualsiasi discorso, il livello dei servizi municipali sotto Giggino. Io, dunque, non voterò Giggino. Non sono un pentito, perché nel 2011 non votai per niente. Stavolta voterò Gianni Lettieri, perché mi è bastato ascoltarlo per dissolvere tutte le leggende nere che gli avversari gli hanno cucito addosso. A differenza degli altri candidati, ha elaborato, in questi anni, un programma serio, indicando anche i mezzi per realizzare i diversi progetti; un programma complesso, che affronta i problemi di ciascuna municipalità. Io lo ritengo credibile, per quanto possa essere credibile oggi un uomo pubblico, perché è un self made man, laddove i suoi principali competitori sono persone che non hanno alcuna esperienza di lavoro fuori della politica o che provengono da terre lontane sotto tutti i punti di aspetto; per non parlare dell’ex magistrato, il quale arrestò tantissime persone per fatti che hanno portato, immancabilmente, all’archiviazione o all’assoluzione. Io voterò Lettieri perché amo disperatamente la mia città e spero possa in qualche modo risorgere dal baratro in cui l’hanno precipitata. Vi invito, cari amici lettori, a seguire il mio esempio sia nel voto sia, soprattutto, nella speranza. PIETRO