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Napoli “salernizzata” oppure commissariata

Opinionista: 

Una terza strada non c’è. Tertium non datur, dicevano i latini. E noi ora, che siamo i loro discendenti, stiamo con le spalle al muro. Da una parte vediamo che Napoli sta diventando una provincia dentro una regione dove le funzioni di capoluogo vengono assunte sempre più da Salerno. Dall’altra c’è la “nuova Campania”, nata con le recenti elezioni, oggettivamente a guida salernitana prescindendo dal presidente Enzo De Luca, dal suo vice Fulvio Bonavitacola e dagli assessori di maggior peso. Pensiamo alla Sanità (consulente Enrico Cascini) o al Turismo (Corrado Matera già al vertice del Parco Cilento e Vallo di Diano). “Alla Regione, tra Santa Lucia e Centro Direzionale, i volti dei salernitani spuntano dovunque”. Così si dice e la “salernizzazione” di Napoli appare un fenomeno di “mutazione genetica” ormai irreversibile. *** Chi cammina e chi no. I vertici istituzionali non hanno mai la stessa velocità. De Luca è intraprendente, progettuale e pragmatico. Perché impedirgli di pensare a una Metropolitana che arrivi fino a Bagnoli (liberando così, almeno si spera, la fascia costiera da un traffico che raggiunge livelli di congestionamento fra i più alti d’Europa?). Perché mettersi a strillare se ritiene che il Beverello di Napoli (sette milioni e mezzo di passeggeri all’anno) non debba continuare ad essere un infernale suk arabo e possa diventare, magari con un concorso internazionale di idee, un’archistar: una vera e propria “opera d’arte” pienamente funzionale come si addice alla stazione marittima di una città sicuramente la più importante del Mediterraneo? *** Un bel modello di riferimento. È proprio quello di Salerno. Qui è stata realizzata una efficiente “conchiglia” su disegno di Zaha Hadid (famosa architetto iracheno-britannica). Questo nuovo scalo crocieristico oggi è uno dei più concorrenziali per mezza Europa. Un capitolo di una politica marittima a vasto raggio. È infatti tutto il porto di Salerno che ha guadagnato punti riguardo ai molteplici filoni di traffico. Non a caso presidente di quella Autorità portuale è l’ex sottosegretario (Infrastrutture e Trasporti) Andrea Annunziata, “salernitano di ferro” che oggi ben 56 armatori marittimi vorrebbero alla guida dell’Autorità partenopea (e il ministro Graziano Del Rio promette che vi provvederà entro la fine dell’estate). *** Autorità portuali unificate. Andrea Annunziata a capo di Salerno e Napoli, due porti distinti ma non distanti. Prendersela ora a male, da parte della classe politica e dirigente partenopea, non ha senso. Da oltre cinque anni il Porto di Napoli è commissariato, con risvolti inquietanti di cui la magistratura ancora si sta occupando. Una lotta fra i partiti per imporre ciascuno un proprio esponente. Tra i nomi più “insistiti” anche quello di un medico, in barba al criterio dell’uomo giusto al posto giusto. *** Tutta colpa di Cronin. Sì, l’autore del celebre romanzo “E le stelle stanno a guardare”. Mentre De Luca si rimboccava le maniche e si dava da fare, a Napoli in troppi se ne stavano con le mani in mano (e non sempre erano “mani pulite”). Guardavano le stelle la cui luce non era quasi mai splendida splendente. Vista la opacità amministrativa e il dilagante populismo inconcludente, come poteva il premier Matteo Renzi non intervenire commissariando Bagnoli? Adesso è ancora lui a ipotizzare un’area no-tax a nord di Napoli (“Se si realizza Bagnoli – afferma - riparte Napoli e se riparte Napoli riparte tutto il Mezzogiorno”). *** Irritazione degna di miglior causa. È quella che fuorisce da Palazzo San Giacomo quando si parla di Autorità portuale unificata, Metropolitana fino a Bagnoli, Stazione marittima decente al molo Beverello, città più sicura per i turisti aggrediti un giorno sì e l’altro pure, Sanità senza sprechi e meno malata (si pensi all’ospedale Annunziata; viene prorogata la Pediatria, ma stoppata la Neonatologia; che significa: non debbono più nascere bambini?). *** Napoletana Camera di Commercio. È da molto tempo commissariata. Passa da Maria Salerno (cognome puramente casuale), chiamata a dirigere le Risorse finanziarie della Regione, a Girolamo Pettrone, avvocato, che deve ora raccogliere le lacrime di tante piccole e medie aziende dal futuro incerto. *** Ironia dei cognomi. A Napoli tutto si sta progressivamente “salernizzando”. Pensiamo però a questa grande rivincita. A Salerno il sindaco successore di De Luca si chiama Vincenzo Napoli ed è stato eletto a furor di popolo. Bella soddisfazione, no?