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Nel segno di Manolo, difficile tenerlo fuori

Opinionista: 

Pensiero fisso: lo scudetto. Il sabato sera è della Juve. Il giorno dopo è anche del Napoli. Ma Udine... Archiviata. Con tutto quello che è venuto dopo. Higuaìn compreso. Sul quale posso aggiungere solo un pensiero: dovrà essere restituito per la partita con la Roma. Come è successo alla Fiorentina con Borja Valero. Poi, se è vero che Carpi e Frosinone sperano ancora di salvarsi puntando sulle disgrazie altrui, non vedo perché il Napoli debba rinunciare a sperare. Amen. E adesso l’altro interrogativo del giorno: cosa farà il Napoli di Gabbiadini? Intanto, un bell’applauso a lui: come se avesse dato importanza ai titoli di giornali o alle voci radiotelevisive, il ragazzo ha preso il suo posto in squadra e le ha dato il gol della vittoria, richiestissimo, quasi obbligato; e tutti sappiamo che in genere i calciatori falliscono proprio quando sono chiamati all’appuntamento ineludibile. Gabbiadini - lasciatemelo dire - è un grande giocatore. E inorridisco quando sento dire che è inutile tenere in panca un campione che non può giocare con Higuaìn, meglio venderlo. Premesso che una delle caratteristiche di Gabbiadini è quella di essere una persona eccellente, un professionista serio e educato che non farà mai una scenata al tecnico che non lo fa giocare sempre o spesso, magari sperando che Sarri, felice sperimentatore di idee felici e avanzate, possa un giorno sperimentarne la presenza anche accanto al Pipita. Una delle antiche regole non scritte del calcio dice che un buon giocatore può far parte di qualsivoglia formazione in qualsiasi ruolo. Quando a Mexico Settanta Valcareggi creò la staffetta Rivera-Mazzola perché gli avevano detto che i due non potevano giocare insieme, Pelè commentò: «Non ho mai visto tanto spreco. Nel mio Brasile giocherebbero sempre». E allora bisogna ragionare in termini più logici e coraggiosi: correggendo - se non smontando - i pregiudizi tattici. Questi sono sí la forza del calcio italiano (vedi cosa riesce a fare Ranieri con il Leicester) ma il tecnico illuminato e vincente sa anche rimuovere la blindatura obbligata, derivante da integralismo conservatore, per tentare e scoprire mosse nuove, sorprendenti, il peggio per l’avversario che - ricco o povero - ti ha preso le misure e conta sul tuo pur eccellente immobilismo. L’Idea Lampante è sempre stata il plus dei grandi allenatori moderni, a partire da Fulvio Bernardini. Gabbiadini c’è, Gabbiadini deve restare. Con o senza Higuaìn, è l’oro di Napoli. La lotta per lo scudetto continua.