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Pennaruli e salsicciai, Italia oggi come nell’800

Opinionista: 

Ferdinando II di Borbone Due Sicilie, nostro legittimo sovrano, non nutriva simpatia per i giornalisti e gli altri letterati di mestiere. Egli li chiamava “pennaruli”, poiché, pur conoscendo sette lingue, amava esprimersi nel nostro verace ed espressivo idioma; il termine, palesemente dispregiativo, corrispondeva, approssimativamente, all’attuale categoria dei “radical chic”. Come sempre, Sua Maestà Legittima aveva perfettamente ragione: lo conferma lo spessore morale dei cosiddetti “patrioti” del 1799, del 1821, del 1848 e del 1861. Tutti personaggi, questi, i cui nomi affollano la toponomastica cittadina, nella quale manca il suo, sebbene egli sia stato uno dei più grandi sovrani del XIX secolo. Del resto, cosa ci si può aspettare in una città ove tal Donzelli voleva intestare la Piazza ove Carlo III eresse l’Albergo dei poveri a Berlinguer, per il quale ultimo, poi, de Magistris ha trovato un larghetto a Toledo? Gli amici che hanno letto il mio pezzo della scorsa settimana si saranno resi conto che il mio giudizio non è sostanzialmente diverso da quello del saggio Ferdinando. I media, controllati a vista dai padroni, i quali periodicamente si sbarazzano dei direttori e dei redattori che osano pensare con la propria testa (qualche esempio? De Bortoli e Allam!), non fanno altro che raccontarci balle e tacere verità scomode per loro. Non diversamente dalle agenzie di rating, dai fabbricanti di sondaggi e dai maneggioni di spread, tutta gente pronta a qualsiasi raggiro pur di soddisfare gli occulti committenti. Clamorosi gli abbagli più recenti sulle votazioni in Israele, in Scozia e in Gran Bretagna. Essi davano per spacciato Netanyahu, sgradito all’abbronzato premio Nobel per la pace e ai troppo amati islamici di Palestina; Bibi ha vinto e ha costituito il nuovo governo, mentre Obama si avvia a un inglorioso tramonto, non avendo saputo fare né pace né guerra. Essi ventilavano la secessione della Scozia, in odio a quell’United Kingdom che, tenendosi fuori dal maledetto euro, ha dimostrato non essere inevitabile la spaventosa crisi dell’economia europea succube del Quinto Reich; gli scozzesi, che sono nazionalisti ma non fessi, hanno preferito restare in Gran Bretagna. Essi pronosticavano la sconfitta di Cameron per opera dei laburisti; invece i conservatori hanno conquistato addirittura la maggioranza assoluta ed è stato il rosso Milliband ad andarsene a casa, con buona pace di chi non voleva che il popolo britannico potesse pronunziarsi sull’eventuale uscita dall’Europa. In verità, gli unici che sono peggiori dei pennaruli sono i politicanti, il cui principe indiscusso è oggi Petrusiniéllo. Non pensate, cari amici lettori, che questo nomignolo sia poco lusinghiero: se cercate nel web, troverete almeno sei siti che definiscono il leader (terzo capo del governo non eletto dal popolo) “salsicciaio”, paragonandolo suggestivamente al personaggio di Aristofane che, ne “I cavalieri”, rappresenta egregiamente l’ultimo sviluppo della democrazia ateniese. Matteo Renzi è, fuor di dubbio, il politicante più abile nel raccontar balle e nel rassicurare amici e alleati (ad esempio il povero Letta) nel momento in cui li fotte. La politica attuata da lui e dalla sua compagnia (che ben figurerebbe nella commedia dell’arte) assomiglia più a quella del socialismo reale che a quella di un paese sviluppato o, almeno, in via di sviluppo. Dopo aver distrutto l’economia, ora vogliono ad ogni costo derubare i pensionati. No, non quelli che hanno conseguito una pensione d’oro quasi gratuita servendo per un paio d’anni in politica, né quelli che, al vertice di enti più o meno pubblici, hanno conseguito liquidazioni miliardarie e pensioni milionarie. Quelli che hanno lavorato e versato contributi per un’intera vita e ora dovrebbero andare a questuare in parrocchia una zuppa di minestra! Io ho lavorato (e versato contributi) per cinquant’anni e otto mesi e oggi si pretende che la mia pensione sia eccessiva! Quanti hanno lavorato quaranta o più anni con la legittima aspettativa di una vecchiaia serena e dignitosa? Distinzioni di questo genere, però, non sono a portata d’intelligenza per coloro che attualmente ci (mal)governano. Ebbene, di fronte a una sentenza della Corte Costituzionale che boccia la loro pretesa di espropriare le pensioni, il salsicciaio e la sua banda studiano come fare per non pagare i loro debiti! Essi dicono che non hanno soldi. Bella scoperta! Quanto hanno speso per “Mare Nostrum”? Quanto per “Triton” Quanto per mantenere decine di migliaia di clandestini, ivi compresi quelli che pretendono la camera in centro completa di wi fi? Quanto spendono per mantenere i terroristi di Gaza? Quanto spendono per continuare a finanziare le “missioni di pace”? Quanto per le opere pubbliche che crollano subito dopo il collaudo? Quanto per gli ospedali, le scuole e le carceri che, come “Striscia la notizia” ci mostra ogni sera, non entrano mai in funzione e servono sono per essere smontati dai ladri? Parafrasando un’antica canzone, vorrei dire al giovane capo del governo: “No, caro piccino no, così non va!”. Tu non rubi ai ricchi per donare ai poveri, tu rubi ai cittadini per dare ai clandestini. Sorge quasi il dubbio che, in aggiunta agli intangibili affari delle cooperative rosse, ci siano mazzette date o promesse dai trafficanti di carne umana. Altro che politica di riforme! Io (e con me tantissimi italiani) la chiamerei piuttosto politica di rapine!