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Pubblico impiego: premiare i migliori

Opinionista: 

Applicazione delle stesse regole del lavoro privato al pubblico impiego e responsabilità dei dirigenti per i casi di mancato o ritardato intervento in caso di mancanze disciplinari dei dipendenti. Diciamo la verità: se il Governo volesse o avesse voluto fare sul serio nel contrasto delle truffe e dell’assenteismo illegittimo nel pubblico impiego, sarebbe bastato inserire le due regolette indicate in un qualsiasi decreto legge dei tantissimi approvati in questi quasi due anni di governo. Ma si preferisce ancora evocare le storture di sistema, ma senza modificarlo. Sono anni che in tanti sono impegnati a descrivere ciò che non va, ma senza creare i presupposti per il cambiamento. Si ha l’impressione che l'utilizzo dello statu quo sia congeniale a coprire i tanti altri problemi che è meglio tenere occultati. E allora si punta sui travet infedeli per metterli all’indice. Ma se davvero si volesse o si fosse voluto intervenire su questo deleterio fenomeno, lo si poteva fare già da tempo. Perché attendere? Tutti gli addetti ai lavori concordano su due regole semplici e efficaci. La prima prevede l’estensione anche ai dipendenti pubblici delle norme previste per il settore privato, comprese naturalmente le norme sui procedimenti disciplinari e sui codici di disciplina. La seconda riguarda la dirigenza pubblica. Ebbene, oggi come oggi per quieto vivere, per omertà, per ignavia, per la volontà di scansare responsabilità e rogne, i dirigenti pubblici si guardano bene dall’avviare procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti furbi e infedeli. Tanto più trincerandosi dietro l’alibi secondo il quale in caso di errore possono essere chiamati a rispondere per danno erariale. Ma se così stanno le cose, basta stanarli: si imponga l’obbligo di agire, pena il loro licenziamento. E si elimini il rischio di finire davanti alla Corte dei conti nell’ipotesi di un provvedimento disciplinare revocato da un giudice. Se è chiaro che bisogna davvero e definitivamente bastonare i trasgressori, è sacrosanto rispettare e premiare chi si comporta bene. Non è giusto non rinnovare il contratto per più di otto anni. Non credo che esista una sola realtà in Italia che ha avuto congelato tutto, per un così lungo tempo. E poi: che fare per rendere più efficienti e meno costosi i nostri apparati amministrativo-istituzionali come Regioni e Comuni e tanto altro, che vanno riconfigurati dimensionalmente , a fronte della spesa pubblica che continua a crescere. Il Governo farebbe bene anche a darsi una politica di collaborazione con i sindacati dei lavoratori. Difficilmente si sono visti cambiamenti in carenza di collaborazione tra lavoratori e chi li dirige. Insomma i miracoli li possono fare solo i Santi. Chi santo non è può solo essere impegnato in un lavoro silente, perciò cooperativo, perciò responsabile.