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Quando certe questioni di razza non fanno notizia

Opinionista: 

Cari amici lettori, due fatti di cronaca mi hanno molto indignato e indotto a riprendere un leit motiv che ha spesso ispirato le mie esternazioni settimanali: in questo paese non è solo la politica a fare schifo, ma anche la magistratura e il sistema mediatico. Ci sono certamente politici onesti, magistrati preparati e giornalisti seri, ma rischiano di diventare infima minoranza. Il caso giudiziario mi ha fatto particolarmente male, perché ho amministrato giustizia per cinquant’anni e otto mesi e prima di me l’hanno fatto mio padre e il nonno di mio nonno e dopo di me lo fa mio figlio. Molte cose incredibili accadono, nelle aule giudiziarie e soprattutto negli uffici di Procura, che fino a non molto tempo addietro sarebbero state inimmaginabili. Un pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione degli atti relativi a una donna marocchina, che aveva denunziato l’ex marito, suo connazionale, per maltrattamenti. Non comuni maltrattamenti, come quelli su cui giudicavo quando ero pretore. La donna, costretta in burka e velo anche se non poteva uscire di casa, era rinchiusa a chiave quando il marito usciva, non le era consentito usare telefono e televisione ed era percossa continuamente, in pratica ogni qual volta non eseguiva perfettamente gli ordini del marito. Ovviamente non ha potuto denunziare i fatti finché il marito l’ha lasciata, poiché non poteva comunicare con nessuno. Questi non sono solo maltrattamenti, siamo alla presenza di un sequestro di persona continuato per anni, al limite della riduzione in schiavitù. Ebbene, per il nostro magistrato requirente va tutto bene, poiché il fatto, secondo lui, sarebbe compatibile con la cultura e con la mentalità delle genti marocchine. Che razza di ragionamento è questo? Allora, se arriva da noi un africano di tribù dedita al cannibalismo (fra i migranti clandestini si trova di tutto e di peggio) e ammazza qualcuno per mangiarlo, va tutto bene? Come diceva la canzone “nun è peccato”? Ma in questo caso l’assurdo è ancora peggiore, perché persino la premessa del falso ragionamento è falsa. Il giudice marocchino, infatti, ha condannato l’uomo per gli stessi fatti denunziati anche a lui, benché commessi in Italia. Voi capite? Evidentemente il delitto è tale che contrasta anche con il diritto del paese d’origine! In Italia, però, i migranti marocchini, in quanto tali, possono commettere delitti che sono invece perseguiti anche nella loro patria! Non sto qui a spiegarvi in dettaglio i motivi della mia incazzatura perché troppo facilmente comprensibili. Aggiungerò soltanto che questo giovane inquirente è evidentemente succube della sinistra ideologia di sinistra per cui il migrante è sacro e tutto gli è permesso. Il caso relativo ai media non è particolarmente grave in sé, ma lo diventa ove si consideri che la prassi si ripete costantemente e nasce anch’essa dal trattamento privilegiato che concede a mussulmani, negri e simili: il nuovo razzismo alla rovescia invalso specialmente alla Rai. Lunedì sera, dunque, leggo su Televideo della strage compiuta nel Wisconsin da un rapper, che ha lanciato il Suv sulla folla di una parata tradizionale natalizia. Martedì mattina ho cercato la notizia sul quotidiano locale politicamente corretto e non l’ho trovata. Fortunatamente leggo anche giornali scorretti e quindi ho potuto apprendere che il rapper, trentanovenne, ha numerosi precedenti penali, si chiama Darrell Brooks (e ha nome d’arte Math Boy Fly) ed è afroamericano. Quest’ultima notizia per la Rai era irrilevante. Tuttavia gli inquirenti, allo stato, non ravvisano legami con l’assoluzione (avvenuta pochi giorni prima sempre in Wisconsin) del guardiano bianco Klye Rittenhouse, accusato di aver ucciso tre neri durante le manifestazioni anti-razziste. In ogni modo, vendetta è fatta. Il Suv ha sfondato le barriere e si è precipitato ad alta velocità sulla folla di cristiani, uccidendo un uomo e quattro donne e ferendo quaranta persone, fra cui diciotto bambini. Come ha comunicato l’arcidiocesi cattolica di Milwaukee, tra i feriti ci sono anche sacerdoti, parrocchiani e studenti di una scuola cattolica locale. Ma non è il caso di parlarne: fra le vittime non ci sono musulmani né negri, nessuno che manifestasse e rompesse vetrine. Solo bianchi cattolici e pacifici. Razza inferiore, che non merita tutela né fa notizia.