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Quel silenzio felpato verso le urne

Opinionista: 

Cinque giorni al voto ed un quadro specifico che si delinea con assoluta chiarezza. Una campagna felpata, riservata, vissuta dall’opinione pubblica con un certo distacco. Le ideologie, del resto, sono da tempo scolorite, settembre per le urne è sempre stato un arcipelago confuso e Il Covid continua a fare registrare numeri di un certo profilo, seminando dovunque inquietudine e incertezza. In queste condizioni, al di là dei mille candidati sparsi sul territorio, sarebbe stato difficile sperare in una campagna di autentici slanci regionali e passioni amministrative. Si son visti, quindi, pochi manifesti, santini stampati con una certa parsimonia, rarissimi incontri, nessuna cena, anche se, in fin dei conti, qualsiasi momento elettorale esige, in qualche modo, le sue spese. Il web è stato largamente utilizzato, i social network ripetutamente gettonati, così come i whatsapp. Lo stesso presidente De Luca, intelligentemente, ha utilizzato ampiamente tutta la tastiera di internet per portare avanti i temi del suo programma. Ma, ovviamente, la sua enorme visibilità mediatica conquistata in questi mesi è stato fattore decisivo per potenziare il suo seguito. Altra cosa è il tentativo di parlare con l’ elettorato da parte di chi è stato per anni nelle quinte, con scarsi contatti territoriali, ed un limitato numero di riferimenti. Sono le candidature dell’ ultimo momento, quelle che provano a giocarsi tutto in quaranta giorni, una sfida sicuramente complessa. Chi scrive conosce bene questo confronto. Giocato in una grande città come Napoli e in un’immensa provincia. Con assoluta modestia, posso dire che ho partecipato tre volte, e per tre volte ho vinto. Ho, quindi, qualche elemento per valutare. Se c’è una campagna da tecnico del voto è quella legata alle Regionali. Bisogna partire almeno con due anni di anticipo. O meglio, ancora, bisogna restare costantemente in campagna elettorale. Anche il voto sul Referendum per il taglio dei parlamentari si muove senza acuti. Molta gente non sa nemmeno di una chiamata alle urne per un Sì o per un No. Pochissimi hanno approfondito. Ci si limita, spesso, ad una semplice vocazione antipopulista, senza troppi pensieri. Nelle Regioni in cui non ci sono amministrative, né Regionali, la percentuale di votanti sarà bassa. Pensare che problemi come la propria rappresentatività parlamentare possano essere liquidati con questa superficialità, secondo le regole di un confuso, nuovo ordine che avanza, fa comprendere come la politica viva, ormai, una insanabile, grave crisi di identità.