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Regione Umbria, oltre le speranze e i timori

Opinionista: 

Cari amici lettori, questa settimana è impossibile non discorrere del risultato delle elezioni regionali in Umbria. Risultato veramente clamoroso, perché va molto al di là delle speranze dei verde-nero-azzurri, i quali auspicavano di staccare gli avversari di dieci punti e si sono trovati addirittura venti più avanti; ma va anche molto al di là dei timori dei rosa-giallorossi, che si auguravano di mantenere un livello dignitoso nella sconfitta, in quella che era regione rossa da sempre, e, invece, stanno raccogliendo i cocci di una brutta caduta. Matteo Renzi si è tenuto fuori, avendo previsto la catastrofe. Ma la sua assenza non ha inciso sui risultati, poiché i suoi fans hanno ovviamente votato per Zingaretti, essendosi l’astensione addirittura molto ridotta. Allo stesso modo non hanno inciso di molto le malefatte del governo uscente, non molto dissimili da quelle dei loro compagni di altre regioni; il problema è che il sistema mediatico “democratico” non è riuscito, come altre volte, ad assicurare sufficiente copertura a quelle malefatte, data la diffusione straripante del web che fa circolare anche le notizie sgradite ai signori dei salotti buoni. Giuseppe il bifronte, invece, si è lasciato coinvolgere. Egli, ovviamente, minimizza la scoppola e pretende di andare avanti. I cittadini italiani, egli crede, meritano un calvario assai più lungo di quelli di Cristo. La sinistra, però, non ha più il monopolio dell’informazione e, quindi, gli elettori hanno accesso a notizie del coinvolgimento di Giano in uno scandalo vaticano, nonché delle oscure vicende legate al mondo dell’intelligence. Non basterà quindi insistere sulla ridicola farsa moscovita, nella quale Salvini, diversamente da Conte, non è personalmente coinvolto. Cosa faranno gli eroi difensori delle poltrone governative e parlamentari se l’Emilia- Romagna dovesse replicare il film visto in Umbria? Certo, il fratello di Montalbano e il Napoleone da Rignano faranno di tutto per evitarlo. Ma, se non erro, Bibbiano, comune amministrato dal partito democratico, si trova nella rossissima provincia di Reggio, nel bel mezzo dell’Emilia. Le orribili vicende di cui sono stati vittime i bambini sono molto ma molto più gravi dello scandaletto perugino ed io non credo che emiliani e romagnoli siano disposti a guardare da un’altra parte. E allora, cosa farebbero i nostri eroi? Resterebbero ancora impavidi o riuscirebbero a ritrovare quel minimo di dignità necessario per gettare la spugna? Chi vivrà, vedrà. Il centrodestra, intanto, non deve addormentarsi sugli allori. Salvini e Meloni, ovviamente, continueranno a essere in campagna elettorale permanente. Non basta. Occorre elaborare un programma condiviso di governo per uscire dalla palude in cui l’Italia sta marcendo. Il centrodestra è ricco di validi amministratori locali e questa è un’eccellente premessa; ma governare la Nazione è un po’ più complicato e difficile che amministrare un comune e la preparazione deve essere completata prima del giorno dell’esame, non già dopo che l’esame sia stato superato. Allora, forza ragazzi! La promozione potrebbe arrivare prima del previsto e, non essendoci più i cinquestelle a giustificare le fesserie, dovrete rimboccarvi le maniche per dimostrare agli italiani che valete più di quegli altri.