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Targhe estere, urgono le modifiche di legge

Opinionista: 

Il rilevante numero di veicoli stranieri circolanti nella nostra città, e non solo, ha poco a che fare con il boom turistico registrato a Napoli negli ultimi tempi. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di auto e moto con targa estera, condotte da persone residenti stabilmente nel nostro Paese che ricorrono a questo espediente per abbattere i costi di gestione del veicolo. Così facendo, infatti, eludono le tasse e l'assicurazione obbligatoria in Italia, i cui importi, soprattutto a Napoli, sono molto più elevati di quelli vigenti negli altri Stati europei. Tali mezzi, infatti, in ossequio  agli accordi di reciprocità fra gli stati europei, godono del principio di "copertura preventiva" della Rca obbligatoria, per cui ciascun Ufficio nazionale di assicurazione si fa garante degli eventuali danni da incidente da questi causati. Ne consegue che le forze dell'ordine, come ha chiarito una circolare del Ministero dell'Interno del 2017, non possono contestare loro le violazioni per l'eventuale elusione dell'obbligo assicurativo. Inoltre, possono facilmente sfuggire alle multe a causa del complesso iter di individuazione del responsabile di una infrazione commessa su veicolo estero e della relativa notifica del  verbale di accertamento.  Ce n'è abbastanza, insomma, per comprendere il motivo della proliferazione delle targhe estere, tanto da aver indotto il Governo ad adottare seri provvedimenti con il Decreto Sicurezza (Legge n.132/2018) che vieta ai residenti in Italia da più di 60 giorni di guidare questi veicoli. Lo stesso Decreto, però, apre uno spiraglio a favore dei casi di leasing o noleggio in Paesi dell'Unione Europea o dello Spazio economico europeo, per i quali l'inibizione non sussiste, con la conseguenza che a costoro è consentita la libera circolazione in Italia. In altri termini, basta noleggiare un'auto o moto in uno Stato della Ue o dello See per circolare senza problemi sull'intero territorio nazionale, beneficiando di vantaggi illeciti o, comunque, ai quali non si avrebbe diritto. Sia chiaro, i costi di gestione dell'auto sono elevati, e spesso ingiustificati, come appunto le tariffe della Rca, ma i rimedi non possono essere peggiori del male. La cosiddetta esterovestizione dei veicoli, inoltre, pone seri problemi anche sotto il profilo della sicurezza stradale. Di essi si sa poco o nulla; non sono registrati al Pra, né alla Motorizzazione  Civile. Non si conosce la loro consistenza numerica e nemmeno se sono in regola con l'assicurazione, con la revisione e con le normative ambientali. Circolano stabilmente sulle nostre strade, ma non rientrano in alcuna banca dati, usufruendo di infrastrutture e servizi nazionali senza, però, contribuire alla loro gestione/manutenzione attraverso il pagamento delle imposte. Non si contano, infine, i fenomeni fraudolenti che più facilmente potrebbero essere associati a questa realtà, a causa della difficoltà dei controlli, quali, per esempio, la falsificazione di targhe, documenti e contratti. Nonostante l'argine introdotto dal rinnovato articolo 93 del Codice della Strada, che vieta ai residenti in Italia di condurre veicoli con targa straniera, la "scappatoia" del noleggio o leasing all'estero di fatto contribuisce ad alimentare il fenomeno. Per questo motivo, l'Automobile Club Napoli ha proposto una modifica di legge volta a garantire, in modo equilibrato, il diritto alla pari libertà di stabilimento, la tutela della correttezza della concorrenza tra le imprese operanti nell’Unione europea e l’esigenza dello Stato di contrastare efficacemente il fenomeno della esterovestizione,  con i suoi effetti pregiudizievoli. In pratica, chiediamo per i casi di noleggio/leasing all'estero di limitare ad un anno, dalla data di decorrenza del contratto, la deroga al divieto di circolazione in Italia. L’obiettivo è quello di razionalizzare e rendere coerente la normativa in materia, con un occhio particolare alla salvaguardia dell’interesse pubblico e, soprattutto, della sicurezza stradale.