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Un voto responsabile per il bene di Napoli

Opinionista: 

Dopo una lunga campagna elettorale, vivacizzata da una serie di vicende di natura politica - e anche parapolitica, da mettere sempre in conto - che hanno incrociato pure temi di ambito nazionale, oggi Napoli va al voto per il rinnovo dell’amministrazione comunale e delle Municipalità. Sono ben dieci i candidati alla poltrona di Palazzo San Giacomo, con 1.529 persone in 41 liste che vanno a caccia di un seggio nel consiglio comunale, mentre gli aspiranti a un posto in una delle dieci Municipalità sono 5.004. Questa volta il voto amministrativo rappresenta un test importante soprattutto sul futuro stesso degli enti locali, chiamati a maggiori responsabilità non solo per le nuove regole di bilancio decise dal Governo, ma anche per non vedersi ridotta ulteriormente l’autonomia a causa di una scarsa attenzione alle problematiche e alle competenze, di cui sono investiti da una legge “fondativa e poi rifondativa” varata non da molto. È importante ricordarlo, perché tutto questo ha portato a obbligate ingerenze dell’Esecutivo centrale, rese necessarie non per partito preso, ma da latitanze dei poteri periferici, scarsa attenzione, pregressi ritardi e un negligente esercizio del decentramento. Insomma, da una serie di ragioni oggettive più che per tentazioni centraliste. Seppur sempre in agguato. Sotto questo profilo, in un giorno di importanti scelte elettorali, va sottolineato che sindaco e nuovo consiglio comunale di Napoli si troveranno da subito di fronte a una sfida epocale, destinata a segnare il futuro, cui saranno chiamati con maggiore forza e anche stimoli a non poterla mancare. Giustamente su queste colonne, più di una volta, è stata rammentata la carenza in questa campagna elettorale di un sufficiente dibattito sul programma strategico della città. Tutto questo è senza dubbio molto vero, ma c’è un dato su cui riflettere che è paradossalmente a vantaggio della nostra città: mentre molti altri centri devono ancora definire dei programmi, qui basta, per recuperare anni perduti, accelerare e completare una griglia di progetti già pronti, alcuni addirittura già avviati. Sapranno i nuovi amministratori giovarsi di questa circostanza? È tempo di riflettere seriamente e non lasciarsi ingannare da sfiducia e luoghi comuni. Se Bagnoli, a maggior ragione dopo il recente commissariamento governativo, Napoli Est, il Centro Storico e il Porto, su cui si discute da anni, cominceranno a imboccare le strade giuste, in un periodo relativamente breve si potrà cambiare il volto della città, dandole così quel profilo di modernità e d’innovazione sul quale si misura il reale sviluppo e rilancio di un territorio. I progetti ci sono, quello che occorre fare è misurare l’efficienza degli amministratori sulla capacità di saperli - una volta per sempre - portare a compimento. Al di là delle scaramucce di natura elettoralistica e delle ricorrenti mozioni di pessimismo, a nostro avviso non ci vogliono miracoli. Occorre tornare alla concretezza della normalità, armarsi di volontà e di determinazione, credere sul serio in quello che si fa e rilanciare un gioco di squadra che consenta a tutti di partecipare alla sfida per il riscatto. Se c’è questa consapevolezza, sarà anche più responsabile la motivazione del voto che si dà. Intanto speriamo che oggi a vincere sia, da subito, la cultura del voto su quella della diserzione.