Come ad ogni inizio d’anno in Paradiso, per scaricare il peso delle preoccupazioni e le ansie che santi e beati hanno accumulato dall’anno precedente - che questa volta di strascichi di angosce ne ha lasciate davvero tanti per la maledetta pandemia - nello stadio della Valle dell’Eden si organizza il tradizionale triangolare di calcio Paradiso/Purgatorio/Inferno. Guida il Pfc – Paradise Football Club - nientemeno che Ernõ Erbstein, già allenatore del leggendario Torino di Valentino Mazzola. Il mister lavora intensamente tutto l’anno con i suoi perché è sempre assai preoccupato per la partita con la squadra dell’Inferno, nella quale tutti i giocatori sono fallosissimi, sempre pronti a fare sgambetti, a dare gomitate e testate, a intervenire a gamba tesa, a sputare in faccia agli avversari, a dire parolacce e a simulare falli subiti. Tutti i napoletani beati, ex tifosi della curva B, che, si sono persi la gioia del primo scudetto, sono già dall’inizio del dicembre scorso tutti in festa, in maglietta azzurra, per ricevere coi dovuti onori il Pibe. Hanno interrotto i perpetui celesti canti di lode al Signore e si sono messi a implorare San Gennaro di evitare al loro eroe il passaggio per il Purgatorio, intercedendo con San Pietro che vigila severo e intransigente alle porte del Paradiso, per farlo entrare subito. Gennaro non ha mai avuto rapporti con lui e ha pensato bene di chiedere aiuto a San Paolo, che con il santo custode del Paradiso condivide il protettorato della capitale. Potete immaginare la reazione del santo di Tarso, che avendocela ancora con Maradona sempre per la questione del nome dello stadio, ha trovato stupefacente, per non dire sfacciato, che ci si rivolgesse proprio a lui. Tra i due la discussione è stata accesa, ma alla fine si sono accordati. Paolo convincerà Pietro a dare semaforo verde a Maradona, a patto che dello sconto sulla permanenza in Purgatorio fruisca anche il suo Pablito Rossi. Gennaro ha accettato. Paolo ha convinto Pietro. E tutto è andato a buon fine. La squadra del Paradiso può contare, dunque, oltre che su quella specie di invalicabile montagna che è il portiere russo Lev Jašin e sull’ implacabile terzino della nazionale inglese Bobby Moore, anche su due punte straordinarie come Rossi e Maradona. I beati tifosi del Napoli sono, come si dice soprattutto da quelle parti, al settimo cielo e stanno preparando striscioni, tamburi e tric-trac per inneggiare, nella curva B dello Stadio della Valle dell’Eden, a Maradona. San Paolo è tornato a scrivere le sue epistole, mentre San Gennaro è così eccitato e preso dall’imminente triangolare di calcio che si è dimenticato del covid. Sarà per questo che s’è scordato anche di fare l’ultimo prodigio?

*Nella foto le statuette di Maradona e Paolo Rossi realizzate dal maestro Genny Di Virgilio