La vita in Paradiso, da quando si è diffuso l’uso del cellulare tra i beati, sta cambiando molto e il Signore ne è assai preoccupato. I santi e i beati stanno sempre con la testa china sui cellulari, proprio come gli uomini. Ma, forse, si potrebbe tentare qualche rimedio….

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«Grazie per avermi ricevuto, Signore – esordisce Pietro appena ammesso al suo cospetto – Devo rivolgervi una preghiera. C’è un beato che vuole conferire con voi». «Caro mio, se dovessi ascoltare personalmente tutti i beati che vogliono parlarmi non mi basterebbe l’eternità. Puoi anticiparmi chi è e di che cosa si tratta?». «Quel Dante, Signore, il poeta del quale ricorre il settecentesimo anniversario dalla morte». «E chi è – chiede il Signore – questo Dante? Se dovessi ricordarmi di tutti i milioni di beati che sono quassù, la mia memoria, pur senza limiti di tempo e spazio, sarebbe così piena che non potrei dedicarmi a risolvere nemmeno uno dei problemi che mi creano gli uomini!». «Non lo ricordate? – chiede stupito Pietro – quello famosissimo che ha composto in endecasillabi la Divina Commedia e ha descritto Inferno, Purgatorio e Paradiso!». «Dai! – esclama divertito il Signore – ha parlato anche di noi e di me? E probabilmente non ci ha trattato male, se no me lo avresti sprofondato all’Inferno». Poi, dopo una pausa: «Secondo te, con tutti i pensieri e gli impegni che ho, dovrei avere presenti tutti gli uomini fantasiosi che ha»no scritto di fantascienza?». «Ma non si trattava di fantascienza, Signore – cerca di spiegare Pietro – La sua è stata un’opera importantissima a metà strada tra poesia e filosofia della quale il mondo intero parla ancora e sulla quale ancora si studia, si ricerca e si pubblica. Possibile che non ve lo ricordiate?». Pietro per una buona mezzora parla al Signore di Dante e della Divina Commedia, spiega la sua cosmologia, la sua visione del mondo dell’aldilà, i suoi impegni culturali. «Capisci, Pietro, per me gli uomini sotto uguali, guai se io mi ricordassi di questo o di quello. Ne andrebbe della mia imparzialità! E poi questo qua – conclude il Signore – a quello che mi dici sembra uno di quei bigotti clericali e un po’ curiali che nemmeno a me sono mai piaciuti. Gente che sta sempre a fare la morale e a giudicare dei buoni e dei cattivi». «Ma no, Signore – si dispera PietroNon è così! Si vede che è dai secoli dei secoli che, con tutte le preoccupazioni che avete, non prendete tra le mani un libro” «Insomma, Pietro, facciamola breve, che vuole questo Dante?». «Vuole riscrivere la Divina Commedia e vuole il permesso a farsi una camminata nell’Inferno e nel Purgatorio. E siccome quando era in vita se li è dovuti immaginare adesso che è morto li vuole vedere davvero!». «Inaudito – commenta il Signore – uno che sta in Paradiso chiede di fare una passeggiata all’Inferno. Ammesso che gli dia il permesso, che ne farebbe poi di questa nuova - come si chiama? - Divina commedia, visto che è morto e che non la«può pubblicare?». «Mi ha detto – replica Pietro – che organizzerebbe delle serate di lettura, facendo leva sulla novità della riscittura, per distogliere i beati dalla fissazione del cellulare!». Il Signore sta un attimo a riflettere, poi risponde: «Se si tratta di distogliere i beati e i santi dal cellulare, che me li sta rincretinendo, si può fare. Bisogna solo evitare che all’Inferno lo brucino o li facciano a pezzi. Tu sei sicuro, Pietro, che questo Dante è uno buono?» «Il migliore- conferma Pietro - state pur sicuro!». «E lo mandiamo da solo con tutti i pericoli del baratro infernale?» “Che ne dite, Signore di una guida?». «A chi stai pensando, confessa, sicuramente hai già un’idea!». «Ho pensato a Virgilio. Lo andiamo a prendere nel Limbo». «Purché- dice severo il Signore - ci vadano senza quel maledetto del cellulare. Se hanno difficoltà se la vedano da soli, senza mandarci sms o WhatsApp di soccorso. Però tienili sotto controllo. D’accordo?». «D’accordo, Signore. Allora non c’è bisogno che Dante parli con Voi?» «Pensaci tu, io ho tanto da fare. Tienimi informato, però».

(continua)