Le anime degli hacker al servizio di Lucifero, approfittando del fatto che le biblioteche sono difficilmente frequentabili a causa del covid, si sono messi a devastare le copie digitali delle sacre scritture in rete per contrastare l’abilità informatica del Paradiso, che, a sua volta, si adopera per organizzare una contromisura anti – hacker.

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In Paradiso la preoccupazione è tanta per quello che stanno combinando giù all’Inferno in via di rapida informatizzazione. San Girolamo con molto sconforto, ha scoperto, esperto com’è di manoscritti e di libri, che le copie digitali in rete dei testi sacri sono state irrimediabilmente manomesse dalle anime maledette degli hacker al servizio di Lucifero. Ed è allarmatissimo perché i dotti monaci, i beati e i santi che hanno passato la loro vita a trascrivere i testi antichi, chiedono un colloquio con lui per organizzare una petizione al Signore. E stanno arrivando in massa! È convinto che siano i più refrattari alla app Easy Paradise, quella predisposta da Steve Jobs, che è piaciuta tanto al Signore. Sono guidati da San Colombano, riconosciuto da tutti come massima autorità del settore, seguito da tutti gli operatori degli antichi centri scrittori medioevali. Ci sono proprio tutti: anche San Benedetto, San Brandano, Eugippo, Cassiodoro, Gerberto d’Aurillac. «Figuriamoci! – pensa il povero Gerolamo – Sicuramente vengono a protestare contro l’uso degli smartphone. Perché mai non vanno direttamente dal Signore?». Eccoli, adesso, riuniti in circolo intorno a lui. Prende la parola San Colombano: «Carissimo Gerolamo – esordisce solenne – ci rivolgiamo a te che tanto hai fatto per le scritture e saprai trovare le parole adatte col Signore. Non abbiamo niente contro la nuova app. Anzi! Ci siamo perfino abituati a usare internet. Il problema è proprio la manomissione irrimediabile dei nostri amati testi in rete! Ma abbiamo un’idea. Noi di scritture ne abbiamo salvate tante, copiandole faticosamente a mano; ma molte pagine sono andate perse, distrutte, bruciate, lacerate, divorate dall’umidità e dagli insetti, trascurate dall’ignoranza umana, devastate dagli infedeli. Nei secoli altri uomini le hanno stampate, ma anche quelle: bruciate, distrutte, falsificate, rubate! Sappiamo bene che il giorno del giudizio universale avverrà, non sappiamo ancora bene quando, dove e come, la risurrezione della carne! Allora, perché non proponi al Signore anche la resurrezione della scrittura, ma senza aspettare quel giorno?». «La resurrezione della scrittura! - grida Gerolamo – che follia è mai questa?». «Pensaci – riattacca Colombano – al Signore non costa niente. Con la resurrezione della carta, della pergamena e del papiro riavremo belle e pronte, come nuove, le opere di tutti i padri della Chiesa e tutte le scritture sacre, integre, originali, perfino autografe. Poi si troverà certamente il modo di infilarle negli smartphone e gli angeli custodi che stanno già in terra e sono tantissimi, armati di cellulari, potranno riemetterli in rete! Che ne dici?». «E così – interviene Gerolamo finalmente entusiasta - freghiamo quei maledetti hacker dell’inferno. Se il Signore è d’accordo, sarà un’altra vittoria dei cieli sui diavolacci cornuti e anguicriniti. Corro a dirglielo!».

(continua)