Paradiso e Inferno sono alle prese con le rispettive difficoltà informatiche: l’uno con la app “Paradiso Facile”, creata da Steve Jobs, e l’altro con la contrapposta “Inferno Facile”, che le anime degli hacker stanno organizzando.

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Fervono i lavori nel baratro infernale per l’efficientamento informatico voluto da Lucifero, ma non tutto fila liscio come laggiù ci si aspettava. Le anime degli hacker, arrivate lì mentre i rispettivi corpi sono ancora in vita sulla terra nonostante la pandemia, stanno organizzando il centro di elaborazione dati nella Caina, ma spesso litigano tra di loro e protestano perché con tutto quel ghiaccio che le circonda sentono sempre un freddo cane. Assai difficoltosa si va rivelando la predisposizione dell’energia elettrica che gli hacker hanno chiesto per alimentare il mainframe e i personal. Il programmato inceneritore perpetuo dei dannati del sesto cerchio per la centrale termoelettrica è problematico perché bisogna posizionare delle condotte sotto gli avelli infuocati dove bruciano gli eresiarchi, che non sembrano disposti alla collaborazione. Altrettando difficile la costruzione della diga sul Flegetonte per la centrale idroelettrica che deve sfruttare la caduta dell’acqua e del sangue del fiume nelle sottostanti malebolge. I dannati destinati ai lavori sono così abituati alle torture che non c’è verso di sottoporli, nonostante la ferocia dei diavolacci che li incalzano a suon di frustate, a un minimo di organizzazione del lavoro. Nel sesto cerchio preferiscono starsene immobili nelle tombe infuocate a non far niente, sull’esempio di Farinata degli Uberti, mentre, un po’ più giù, quelli immersi nel Flegetonte, che sono i violenti contro il prossimo, reagiscono con ruggiti tremendi alle minacce di Nesso, che dovrebbe controllarli. I numerosi ingegneri disponibili nell’inferno, incaricati di metter su la centrale idroelettrica, si danno un gran da fare per costruire la diga, ma per la svogliatezza dei dannati non riescono a mettere su col duro legno della selva oscura un’impalcatura che regga alla violenza della cascata d’acqua e sangue tra l’ultimo cerchio e le malebolge. E quel che è peggio, ogni volta che un’impalcatura crolla, i dannati smettono i soliti pianti e si abbandonano a corali risate di scherno così fragorose, che risuonando per tutte le malebolge rotolano fin giù al fondo degli inferi. Lucifero, contrariato e irritatissimo, si sfoga con Caino esternando il suo disappunto per il lento andamento dei lavori di elettrificazione. Si lamenta soprattutto per la diga: «Te lo dicevo – sbotta con ira – che il legno della selva oscura non era adatto e che sarebbero andati meglio dei tubi innocenti. E invece ho dato ingenuamente retta a te che dicevi che nell’inferno non ci può essere nulla che si chiami innocenti. Ma, credimi, quello che più mi fa incazzare sono le risate dei dannati!» Poi con un sospiro: «E dire che devo ancora convincere i dirigenti di bolgia e di girone all’uso dello smart- working!». Ma in Paradiso, le cose non vanno molto meglio. I santi e i beati, pur tradizionalisti come sono, alla fine hanno accettato i cellulari per gestire la app Easy Paradise. Ma si preparano a mandare una delegazione al Signore per chiedere in cambio della loro disponibilità un favore. E il Signore, che è onniscente e sa già quale sarà la loro richiesta, è molto preoccupato.