Ad accogliere il visitatore negli spazi di “MA Movimento Aperto” è un grande pannello nero con sù scritto, a caratteri cubitali, “Siamo tutti in-significanti”; ed è fronteggiato, questo pannello, sulla parete opposta, da una larga superficie specchiante. Si presenta così l'”installazione” di Peppe Pappa, che definisce un intervento nettamente “concettuale”. (nella foto l'ambientazione complessiva). Eppure, una volta descritta così, si scopre che dell’opera sembra di aversene una presentazione incompleta; e ciò avviene per il semplice motivo che manca il cuore stesso di tutta la costruzione ambientale: quella presenza, cioè, del fruitore che non è affatto marginale e provvisoria, ma fermento sostanziale per dare “senso” a tutta l’operazione. Si affaccia, in tal modo, una parola-chiave, “senso” che, integra il rapporto dialettico di Sinn und Bedeutung, di cui ci parla Gottlob Frege, quando associa in una perfetta dialettica espressiva “senso” e “significato”. Peppe Pappa, ci propone la locuzione di “in-significanti” in cui quel prefisso “in” può avere un doppio valore negativo o locativo, inducendoci ad interrogarci, in aggiunta, se possa essere accettabile ritenere che lo spessore del “significato” possa proporsi anche in una misura, evidentemente gergale, in cui essere “insignificanti” (questa volta senza trattino) vada ad additare lo scarso valore di qualcosa o di qualcuno. Si fa strada, allora, un’istanza ulteriore, che tra “senso” e “significato” occorra introdurre un medium conciliativo, ciò che da tempo andiamo suggerendo, chiosando Frege, di definire “significanza”, per dire appunto che significato e senso si sorreggono a vicenda o crollano miseramente sotto i propri pesi. Peppe Pappa, aiutando a riconoscerci nello specchio che si oppone alla sua grande scritta di “Siamo tutti in-significanti”, ci mette di fronte alla nostra “significanza” e si scopre, quindi, che questo “vecchio leone” del “Concettuale” napoletano, ancora una volta, ha colpito nel segno.