In un luogo dove l’arte e il design si fondono con le essenze di una Napoli senza tempo, le pizze e le specialità di “Raro Pizzeria” diventano l’emblema di una città fatta ancora di cose buone per il palato e la mente. In via Santa Maria della Libera al Vomero, nel ritrovo culinario degli imprenditori Raffaele Di Bartolomeo e Fabio Addezio (insieme nella foto), tutto sembra rincorrere le emozioni di una vita fatta di identità culturali e segnali sensoriali. Immersi tra le immagini di una terra di segni e di storia e avvolti da quelle forme d’arte capaci di confermare nei secoli il talento degli artisti partenopei, all’interno di “Raro Pizzeria” il sapore del buono e della pizza si unisce alla ricerca. Tra le foto del glorioso tram numero 3 e degli scugnizzi, e tra i bassorilievi della famosa “cuccumella” e del mitico “Cristo Velato” del Sammartino, nel locale napoletano, la città dei “Borbone” e delle “Quattro Giornate” incontra la modernità nel nome del gusto e della buona pizza. Sorta in un sito da sempre legato alla storia della pizza, a partire dagli anni del Cavaliere dell’arte bianca, Gaetano Esposito, “Raro Pizzeria” oggi, grazie alle opere degli artisti Diego Loffredo e Luigi Barricelli e grazie all’impegno dello stesso architetto Di Bartolomeo che ha pure curato il design degli interni, si mostra come un luogo da amare e frequentare. E ciò naturalmente, non in ultimo, per la qualità delle pizze che, proposte dal giovane maestro pizzaiolo Marco Biondi, in stile “ruota di carretta”, o meglio, dal largo diametro e “sottili di pasta”, conquistano il palato dei più esperti. Con una lunga lievitazione alle spalle e cotte nel forno a legna che raffigura il Castel dell’Ovo, le pizze di Marco, insieme ai deliziosi fritti e alle “montanarine con verdure”, hanno una marcia più. Tra queste, meritevoli anche dello “Spicchio” Gambero Rosso, la “Spinosa” con provola di Agerola, carciofi a spicchi fritti alla giudia e prosciutto di Parma 30 mesi; la “Margherita con provola all’ombra” con pomodoro pelato, provola di Agerola, olio extravergine, pecorino romano, pepe e basilico e l’“Aroma” con fiordilatte e fiocchi di ricotta di Agerola, pomodorini confit e tarallo sugna e pepe. Da segnalare infine, in tempi di pandemia e in attesa di poter frequentare serenamente il locale, il packaging per l’asporto e il delivery, studiato per coniugare sicurezza e perfetta conservazione della temperatura e della fragranza della pizza.