E mozioni antiche quelle scaturite dalla cucina di Gena Iodice (nella foto). Benefiche sensazioni per il palato e la mente che, partendo da una tavola sinonimo di passione e sentimento, fanno dell’enogastronomia d’eccellenza un momento di pura poesia. E proprio nell’accogliente locale “La Marchesella”, al numero 186 dell’omonima via di Giugliano in Campania, la chef Gena con la ristorazione nel Dna, porta avanti un discorso culinario fatto di sapienza e ricerca. Ricordando i tempi di nonna Luisa e di quando nel 1948 aprì la prima trattoria a Giugliano, Genoveffa, questo il nome completo della geniale cuciniera, rende vivo un progetto attraverso il quale la tradizione e le antiche ricette territoriali si fondono delicatamente con la modernità e l’innovazione. Con una laurea in lettere classiche e una tesi sui verbi composti presenti nel trattato di cucina “De Re Coquinaria” (la raccolta di ricette dell’antica Roma, compilata da Marco Gavio Apicio) Gena, in compagnia del marito Tommaso Maglione, agronomo e produttore di vini e dei figli Francesco e Antonio ai fornelli, gestisce un ristorante dal cuore antico e dallo spirito moderno. Con il brand “La Compagnia del ragù” e lo storicizzato nome “La Marchesella”, a prendere corpo è una tavola fatta soprattutto di sentimenti. O meglio, di sapori ed essenze che si trasformano nei versi di un sonetto dove al posto delle parole si possono trovare i prodotti senza tempo di una terra fertile e felice. Ecco perchè con l’aggiunta di una generosa dose di cordialità, da Gena Iodice tutto ha il sapore del buono e del genuino. Piatti territoriali, i suoi, pronti a strizzare l’occhio al nuovo pur conservando integri gli inconfondibili sapori di una volta. E l’elenco delle specialità, tra mare e terra, è davvero invitante, raffinato e lungo. Così come quello delle pizze, fino a giungere ai vini della fornita cantina tra cui furoreggiano i nettari della “Tenuta Maglione”. Posto d’onore anche per delicati dolci fatti in casa perfettamente in equilibrio tra il passato e il presente. Infine, a dare il tocco finale come una preziosa e rara spezia, c’è lei, Gena, che aggirandosi sorridente tra i tavoli e conversando con i commensali, sembra proprio inneggiare al finale di una fiaba dove, neanche a dirlo, vissero tutti felici e contenti.