Osservando la foto allegata, il mio pensiero, inevitabilmente è andato a quanto accaduto domenica scorsa, nel corso dell’incontro di calcio Inter-Napoli, e precisamente quando il giocatore nerazzurro Acerbi ha apostrofato il giocatore di colore del Napoli Juan Jesus, con la frase “Vai via negro”. E allora mi son chiesto: sì, va beh, la foto risale al 1948, cioè ben 76 anni fa, quando gli ultimi rigurgiti di razzismo andavano gradualmente a farsi fottere; d’altronde la discriminazione razziale è stata sempre più percepita come socialmente inaccettabile e moralmente ripugnante. La politica di stampo razziale rimane tuttavia un fenomeno di ampia portata ed il razzismo implicito continua ancora ai giorni nostri a riflettersi nelle ampie disparità e disuguaglianze socio economiche fino a giungere a forme più moderne e prevalentemente indirette di "razzismo simbolico". Un'ampia stratificazione sociale su base razziale, continua a manifestarsi nell'ambito occupazionale ed in campo salariale, nella ricerca dell'alloggio, nell'istruzione e nella formazione professionale, nella concessione di prestiti e mutui e finanche in campo governativo; ed io aggiungo: anche in campo sportivo: i vari Buu e la frase di acerbi, ci riportano tristemente a 76 anni indietro, quando nel 1948 George Mc Laurin, nella università  di Oklahoma, sedeva solo in disparte… come un cane; e pensare che furono proprio i “civilissimi” americani a piombare nelle loro terre d’Africa e schiavizzandoli nei loro campi di cotone. Le razze umane si sa, sono tante: caucasiche, africane, mongolide, aborigene d’Australia, americane…. Dove sta scritto che la nostra è la migliore? Perciò caro (si fa per dire) Acerbi, passati una mano sulla coscienza, ove mai tu ce l’abbia, e convinciti una buona volta che hai detto una frase che definirla vergognosa non basta. Miettete scuorno. Un terrone doc!!!

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