L’odierno “fattariello” risale a pochi anni fa ma, io ve lo ripropongo con piacere in quanto “’A musica nun è cagnata!”

La storia si sa, è infarcita di mura e muraglie sparse per il mondo; basti pensare al recente muro costruito al confine tra Stati Uniti e Messico, oppure a quello che divise la Germania in due zone e, andando indietro nel tempo, alla famosa Muraglia cinese, fatta innalzare dal primo imperatore Qin Shihuang, per difendersi dalle invasioni dal nord (chissà perché è sempre il nord che invade). Ora, il governatore de Luca, ha minacciato la chiusura dei confini campani, qualora le regioni nordiche dessero il via alla ripresa delle proprie attività produttive. E Feltri ha ‘ncasato a mano aggiungendo che al nord vogliono riprendere a lavorare, perché sono abituati a lavorare e non a suonare il mandolino come giù da noi. E allora ‘o vulimme dà tuorto a De Luca? I suoi proclami, i suoi ferrei divieti, signori miei, hanno fatto sì che dalle parti nostre, il covid 19, non ha trovato terreno fertile come in quella Lombardia da cui ha preso il via, espandendosi su tutta la penisola, quella Lombardia che sin dall’inizio, non ha valutato nei giusti termini la gravità del problema; Azz! E poi dicono che la malasanità è un problema del sud; e lo ha ribadito anche Giletti nel suo programma “La malasanità non è solo del sud ma anche del nord….” Avete capito? Anche!!! Come a dire che da noi era ed è un dato di fatto; e adesso lo è anche al nord. Poi questo poco conosciuto Lottieri su “Il Giornale” afferma che De Luca fa lo sceriffo con i soldi del nord e che la Campania che alza le proprie frontiere, non è compatibile con il generoso assegno che essa incassa annualmente dal nord (sic). E qui, più che io, la risposta gliela faccio dare dal prof. Gennaro de Crescenzo “Prima di tutto occorrerebbe ricordare a Lottieri che De Luca ha parlato di sanità e di difesa della salute dei propri cittadini e che, senza i tanti errori della Lombardia e del governo, forse già da tempo non saremmo a contare meno povere vittime se avessero davvero applicato il metodo De Luca e avessero davvero chiuso la Lombardia senza consentire a oltre 2 milioni e centomila persone di andare a lavorare e contagiarsi e contagiare. Quanto al resto, voglio solo ricordare a Lottieri che, secondo il prof. Paolo Savona, sarebbero meno di 50 i miliardi annualmente trasferiti dal Centro-Nord al Sud (e non 100) ma sarebbero oltre 63 i miliardi che il Sud fa ritornare al Nord acquistando dal Nord beni e servizi. E se consideriamo che in 17 anni il Nord ha sottratto al Sud oltre 840 miliardi di euro (dati-Eurispes, febbraio 2020), forse i conti non sono del tutto corretti e Lottieri dovrebbe avere l’onestà di correggere il titolo di un suo vecchio libro (“Come il federalismo fiscale può salvare il Mezzogiorno”, 2008). E magari, passata questa emergenza, con una nuova classe politica più consapevole e fiera, può darsi che le cose cambino davvero, che qualcuno inizi (dopo 160 anni) a rivendicare pari diritti tra Nord e Sud e magari anche ad acquistare quei beni e servizi non più al Nord ma in giro per il mondo; ed io, novello Pier Capponi, aggiungo “suonate pure le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane…a festa!” Alla prossima.