Claudia ha deposto i mezzi paccheri di Nonno Luigino e Mastro Martino nell’ampia pirofila, coprendoli con abbondante pomodoro biologico. Vuole cuocerli al forno con provola, prosciutto e parmigiano. Fra qualche minuto arriveranno i suoi genitori, il fratello con la compagna e sua suocera. Entreranno euforici dalla porta, carichi di pacchetti e dolci, mentre Zeus, il fulvo barboncino toy, li accoglierà con un lungo abbaiare e mille feste, saltando per tutta la casa e accucciandosi sul divano per ricevere carezze ed attenzioni.I parenti faranno a gara per prendere in braccio Thomas, suo figlio di due anni, e riempirlo di baci, mentre le tenere braccine si avvinghieranno al collo con gridolini di gioia e incomprensibili paroline. Cercheranno di liberarsi dall’invadenza affettuosa del cane, offrendogli biscotti e crocchette. Ad un tratto la padrona di casa guarda la tavola: bisogna addobbarla con la tovaglia di raso della festa cucita dalla suocera, i piatti di porcellana, i bicchieri di cristallo, le posate buone, regalo di nozze. I suoi occhi si concentrano sul vaso di cristallo che è al centro, contenente bianche peonie sintetiche, ma d?effetto. Fino ad un paio d mesi prima tulipani freschi, fucsia e gialli, rose corallo o margherite bianche erano al posto di questi fiori finti e riempivano di colore e profumo il salone con l?angolo cottura. Al lato del vaso, le chiavi della macchina di suo marito, i pennarelli di suo figlio, un album da disegno, pupazzetti dei Trolls e mascherine di vario tipo: chirurgiche, con valvola, di stoffa. Come sono diverse quest’ultime da quelle di febbraio, confezionate con carta pesta dalla nonna Maria per il carnevale! Claudia, aspirante scrittrice, realizza in un attimo che la sua mente è in balia di un tormentato flash back, che si confonde fra la memoria vivida ed il presente carico d’attesa. Momenti semplici, scontati, di vita familiare, eppure così difficili da rivivere. Ora la realtà è diversa: quella serenità non è più palpabile, appartiene ad un tempo così remoto, da sembrare irreale. Il tempo dell’ieri, quando si stava vicini senza paura, liberi di vivere senza divieti, di fare un giro per il Vomero nel primo pomeriggio, assaporando un gelato o un caffè, entrando nei negozi dello shopping. Ora si è blindati di colpo, chiusi fra quattro mura. Nelle stanze si sente solo la vocina del piccolo che corre sul triclico, ripetendo lo stesso percorso anche sul balcone, diventato un parco giochi, inseguito da Zeus. Thomas si ferma ed incomincia a pizzicare l’ animaletto, che lo guarda con adorazione e lo lascia fare con la pancia in aria e la coda che scodinzola. «Laviamo le manine», ripete la mamma con preoccupazione, mentre si nasconde dietro la tenda e poi sotto il letto. Intanto suo marito apparecchia la tavola: solo due piatti e due bicchieri. A lato il seggiolone con la pappa pronta. È davvero domenica?

L'opera in foto è “Strumm und drang" di Carla Viparelli