Pravda (Verità) e Izvestija (Notizie) sono testate tuttora edite, entrambe fondate in Russia ai primi del novecento (La Pravda, invero, era diffuso in Russia ma per via della censura veniva stampato all’estero). Entrambe le testate sotto il regime sovietico seguito alla rivoluzione erano note per la discutibile attendibilità delle notizie che riportavano (la Pravda, del resto, era l’organo ufficiale di stampa del Partito Comunista dell’unione Sovietica). Il popolo russo, con sarcasmo degno di una pagina di Bulgakov, elaborò così il detto: nella Verità non ci sono notizie e nelle Notizie non c’è verità Torna in mente l’epoca della cortina di ferro e di quei giornali leggendo un report di Ispopress, diffuso nei giorni scorsi. L’agenzia di giornalisti e comunicatori impegnati in settori strategici del Paese, ha rilevato nel maramsma dei dati economici del settore enologico acquisiti da Nomisma Wine Monitor, una straordinaria notizia senza verità. Secondo l’Istat le esportazioni di vino verso la Cina hanno registrato una forte crescita nel primo quadrimestre del 2019, segnando un +7,9% in termini di valore complessivo delle bottiglie, botti, cisterne e qualsiasi altro recipiente contenente vino. Al contempo gli uffici doganali cinesi informano che il valore complessivo del nettare di bacco importato dall’Italia nello stesso periodo ha segnato un decremento del 14,4%. Qual è la notizia? Qual è la verità? I dati statistici di due grandi paesi che dovrebbero avere il crisma della verità e orientare decisioni di imprenditori e operatori di settore sono confusi e incapaci di rappresentare cosa avviene nel commercio di vino verso la Cina. Qualcuno ha ipotizzato una possibile causa della contraddizione, individuandola nei diversi metodi di computo di esportazioni e importazioni nel caso di operazioni triangolari che coinvolgono più soggetti di diversi paesi prima di che la merce dal paese di origine (Italia) giunga a destinazione (Cina). Nessuno, invece, ha ancora avanzato l’ipotesi di grosse e grossolane bevute degli equipaggi di aerei e navi, che potrebbero pur incidere sulle quantità di vino giunte a destinazione. Fuor d’ironia, sta di fatto che pare impossibile avere dati certi sul trend delle esportazioni di vino in valore verso la Cina. Senza che ci siano di mezzo rivoluzioni, regimi e partiti, nel terzo millennio e nell’era in cui tutto appare tracciabile e sotto un impetuoso e preciso controllo digitale, i numeri ballano più di una pallina magica di gomma.