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Camorra

Rione Berlingieri, smantellata piazza di spaccio attiva da 30 anni: 11 arresti nei clan “Vanella Grassi” e “Licciardi”

Il sistema di vendita al dettaglio di cocaina era articolato su due differenti livelli

Spaccio di cocaina nel rione Berlingieri: a Napoli la polizia esegue 11 arresti. L'inchiesta è stata coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia dal marzo 2022 a maggio 2023 ed è culminata oggi con l'esecuzione, da parte degli agenti del commissariato di Secondigliano e della Squadra mobile di Napoli, di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale partenopeo per reati che vanno dallo spaccio di stupefacenti alle estorsioni, con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa, in particolare per finanziarne le attività illecite e sostenere i detenuti e le famiglie affiliate ai clan Vanella Grassi e Licciardi.

La droga veniva venduta nella cosiddetta piazza di 111 che, secondo quanto accertato, era una «storica e longeva piazza di spaccio, operativa nell'area da trent'anni», spiega la polizia. Gli investigatori aggiungono che l'attività d'indagine ha permesso di disarticolare l'organizzazione camorristica egemone nel rione Berlingieri e di azzerare la storica piazza di spaccio che le indagini hanno accertato generare ricavi per circa 280mila euro annui, introiti che sono serviti per foraggiare le casse del clan.

Il sistema di vendita al dettaglio di cocaina era articolato su due differenti livelli, quello della piazza di spaccio stanziale e quello della piazza di spaccio itinerante. Nel primo caso la compravendita veniva effettuata in via diretta con l'incontro tra lo spacciatore e il pusher nella piazza di spaccio. Nel secondo caso la vendita della cocaina veniva anticipata da una sorta di prenotazione di consegna tramite telefono.

L'organizzazione si è anche contraddistinta per «il forte vincolo familiare che unisce gli indagati» e per la «diretta connessione con il clan camorristico egemone nel rione Berlingieri, già propaggine del clan Licciardi, capeggiato da Luigi Carella, alias 'A Gallina, dal quale il gruppo criminale impegnato nel traffico di stupefacente era obbligato a rifornirsi mensilmente come sorta di tributo al clan stesso».

Esemplificativa una vicenda portata alla luce nel corso delle investigazioni: uno degli spacciatori è stato prelevato dalla sua abitazione da alcuni uomini del clan e malmenato da uno di questi in quanto colpevole di non aver pagato il prezzo della droga consegnatagli dal clan stesso entro i termini stabiliti.

Le ordinanze di custodia cautelare hanno consentito, evidenzia ancora la polizia, di «liberare il quartiere dalla morsa dello spaccio di droga con cui il gruppo criminale aveva di fatto preso possesso dell'intero rione»: infatti l'organizzazione si è servita dei giardini pubblici di via Monte Faito «occupandone gli spazi e precludendo alla cittadinanza di goderne indisturbata, per nascondervi ingenti quantitativi di droga, rappresentando così un elevato rischio per la salute pubblica, in particolare per quella dei bambini, potendo questi ritrovare tanto la droga in cosiddetti pacchi quanto la cocaina in singole dosi, con conseguente rischio di ingestione dello stupefacente».

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