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Ospedale del mare pronto al 95%

NAPOLI. "L'apertura dell'ospedale del mare è una delle più importanti sfide che la sanità campana dovrà affrontare, il banco di prova per la nuova amministrazione regionale che dovrà mettere a regime una cittadella sanitaria ormai completa per il 95%, allestita con macchinari e strumenti ad alta tecnologia e che entro la fine del 2015 sarà consegnata alla Regione. Il prossimo passo dovrà essere quello di investire in organizzazione e capitale umano. Siamo ormai fuori tempo massimo. Non si comprende come mai si sia pensato al solo completamento della struttura senza provvedere, in tempo utile, all'organizzazione e al suo funzionamento". Cosi il presidente della commissione Sanità Raffaele Topo che questa mattina, assieme ad una delegazione della commissione, ha effettuato un sopralluogo, accompagnato dal commissario ad acta Ciro Verdoliva e il commissario straordinario dell'Asl Napoli 1 Renato Pizzuti, presso l'ospedale del mare per verificare lo stato di avanzamento dei lavori. "L'apertura dell'Osmar servirà a garantire anzitutto un ulteriore importante presidio per l'emergenza, oggi affidata quasi esclusivamente al solo ospedale Cardarelli - ha ricordato il presidente -. Si lavora intanto a un'operazione di riconversione di altri presidi ospedalieri per ampliare e diversificare l'offerta sanitaria a Napoli". "La priorità adesso sarà quella di organizzare l'apertura e il funzionamento dell'ospedale cominciando dalla scelta dei reparti e del personale da assegnare alla struttura - ha sottolineato Topo - in primis reclutando quello operante in Asl Napoli 1 e in altre aziende campane. La vera sfida resta però l'investimento in capitale umano, favorendo la mobilità e l'attivazione di nuovi concorsi per i giovani professionisti, utilizzando quote del turn over 2015/2016". "Non sono più tollerabili infine restrizioni normative dannose per il servizio sanitario regionale - ha dichiarato l'esponente Pd -. La Regione infatti (ormai siamo al terzo esercizio chiuso con avanzo di amministrazione) deve essere autorizzata a trasformare gran parte della spesa per ore di lavoro straordinario e per auto convenzionamento in unità lavorative. In tal modo si qualifica l'assistenza e si offrono nuove opportunità di lavoro a giovani professionisti senza spendere un euro in più. E' una scelta conseguente e obbligata per il rispetto della direttiva comunitaria del 2003 sull'organizzazione della gestione del lavoro, che entrerà in vigore dal prossimo 25 novembre, ma soprattutto per garantire i Lea".

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