Martedì 20 Novembre 2018 - 21:55

Sanzioni a Ungheria, 5S favorevoli. No di Lega e Fi

Il voto di domani a Strasburgo divide il governo

Da un lato la Lega e Forza Italia. Dall'altro, il M5S. Il procedimento di sanzioni contro l'Ungheria per le violazioni dello stato di diritto che si voterà domani a Strasburgo divide il governo. Mentre il leader della Lega Matteo Salvini si è schierato a favore del primo ministro ungherese Viktor Orban, sostenendo che "l'Europarlamento non può fare processi ai popoli e ai governi eletti", il M5S ha annunciato che voterà a favore delle sanzioni contro l'Ungheria, confermando così il voto già espresso in commissione.

A quanto apprende l'Adnkronos da autorevoli fonti 5 Stelle, infatti, il gruppo di Bruxelles non avrebbe mai avuto dubbi al riguardo: nel report europeo, spiegano i pentastellati, ci sarebbero gravi violazioni dei diritti fondamentali dei cittadini ungheresi e non solo, ma anche nei confronti di minoranze come quella ebrea. Il voto sarà dunque nel merito e non politico, puntualizzano le fonti 5 Stelle. Il M5S voterà pertanto a favore della richiesta di attivazione dell'articolo 7 del Trattato Ue per rischio di violazione dello stato di diritto in Ungheria.

Salvini, al contrario, voterà "in difesa di Orban" in quanto, ha ribadito lui stesso all'Adnkronos, "non si processano i popoli e i governi liberamente eletti, soprattutto se vogliono controllare un'immigrazione fuori controllo". Interpellato sulla scelta dei Cinque Stelle di votare a favore delle sanzioni contro l'Ungheria, il vicepremier ha sostenuto: "Nessun problema, ognuno è libero di scegliere cosa fare: la Lega in Europa sceglie la libertà".

A difendere l'Ungheria sarà anche Forza Italia. Fonti azzurre hanno spiegato che tra Silvio Berlusconi e il premier ungherese c'è stata una ''cordiale telefonata'', con la quale il leader azzurro ''ha annunciato che domani a Strasburgo gli eurodeputati azzurri voteranno contro la richiesta di attivazione dell'articolo 7 del Trattato Ue per rischio di violazione dello stato di diritto in Ungheria." Ad Orban Berlusconi ''ha confermato la sua amicizia e l'appoggio al partito del premier ungherese Fidesz, che fa parte del gruppo Ppe nel Parlamento Ue''.

Dal canto suo, Orban, sembrerebbe già rassegnato. "La sentenza è già scritta", ha commentato il premier ungherese in un post su Facebook, sostenendo che "i rappresentanti a favore della migrazione hanno la maggioranza al Parlamento europeo". Quindi, intervenendo nel dibattito nel Parlamento Europeo a Strasburgo il premier ungherese ha rimarcato che il rapporto sulla situazione in Ungheria redatto dalla relatrice Judith Sargentini (Verdi, Paesi Bassi), "insulta l'Ungheria", utilizza "due pesi e due misure" e "va oltre le competenze" del Parlamento Europeo.

"State stigmatizzando un Paese, condannando una nazione" ha tuonato Orban, senza però rispondere nel merito delle accuse contenute nel rapporto, ma limitandosi a definirlo "uno schiaffo in faccia al dialogo". "Siamo franchi tra di noi - ha aggiunto - l'Ungheria verrà condannata perché il popolo ha deciso che non diventerà un Paese per migranti. Qualunque sia la vostra decisione, l'Ungheria non accetterà questo ricatto. Proteggeremo i nostri confini e decideremo noi con chi vivere", ha concluso.

16:47 11/09

di Redazione


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