Giovedì 16 Agosto 2018 - 0:50

Al Vomero successo per “Grazie al Cacio 2"

di Giuseppe Giorgio

NAPOLI. È partendo dall’invitante atmosfera di “Sagra”, l’apprezzato locale amico di Slow Food nato dalla passione per l’enogastromomia di Salvatore Lista e sua moglie Grazia, che al Vomero in via Ruoppolo, ha avuto vita l’interessante evento intitolato “Grazie al Cacio 2”. Tant’è che grazie all’impegno della piccola azienda familiare e grazie all’idea dei maestri assaggiatori Onaf, Giovanna Esposito, Salvatore Lista e Daniela Marfisa, la serata dedicata ai formaggi artigianali vissuta a ridosso dei famosi giardinetti vomeresi, dopo la prima edizione di giugno 2017 ispirata ai pecorini, ha visto salire prepotentemente in cattedra i formaggi caprini. 
Così, avvolti dalla succulenta ambientazione di “Sagra” Prodotti Tipici, la bottega del gusto di Salvatore e Grazia, a destare l’interesse dei presenti sono stati ben cinque formaggi in degustazione, rappresentativi dell’intero territorio nazionale: il Primo Amore, dell’Azienda Agricola Biologica Le Ramate di Malvicino (Alessandria) stagionatura 15 giorni; il Kasus, della Capreria Artigianale Palmieri di Capaccio Paestum (Salerno) stagionatura 60 giorni; la Cacioricotta del Cilento, dell’Azienda Agricola I Filadelfi di Cicerale (Salerno) stagionatura 45 giorni; il Caprino Nobile, dell’Azienda Agricola Monte Jugo di Viterbo ed il W & B, della Fattoria Fiorentino di Lucera (Foggia) con una stagionatura di 30 giorni (erborinato a doppia pasta). 
Con in abbinamento i vini dell’azienda agricola “Casebianche di Torchiara” di Salerno e la gustosa presenza della mozzarella di bufala del caseificio “Dea Luna” di Capaccio, la serata è stata arricchita anche dalla partecipazione dello chef Mauro Buonanno del ristorante “Sartù” che ha preparato in diretta per gli ospiti un delizioso “Risotto ai formaggi” con salsa di nespole e polvere di verdura arrosto. Con la precisa volontà di far conoscere e diffondere la cultura delle piccole aziende artigianali con allevamento proprio, l’evento è servito pure per consentire agli organizzatori Lista, Esposito e Marfisa, di soffermarsi sulle qualità dei formaggi di capra più facilmente digeribili rispetto ai vaccini grazie alla composizione delle proteine ed alla bassa percentuale di grassi. 
Un evento, quindi, quello dedicato alla bontà dei “caprini” di grande interesse che ancor prima della chiusura, durante la degustazione del dessert finale by Giovanna Esposito con crema di caprino, fragole e biscottino di frolla, è stato capace di proiettare tutti verso un’auspicabile e gradita terza edizione.

16:35 14/05

di Redazione

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