Martedì 25 Settembre 2018 - 2:22

Le porte di Santa Chiara alla Reggia di Caserta

Opinionista: 

Antonio Coppola

Nel 2016, avvennero due strani furti al parco ed alla buvette della Reggia di Caserta, nonostante fosse presidiata, 24 ore su 24, da 150 vigilanti distribuiti su tre turni. Tali eventi, però, non indussero gli organi direttivi ad indagare e a verificare se l'impianto di sorveglianza avesse registrato immagini dalle quali rilevare anche possibili implicazioni a carico di chi, per compito d'istituto, avrebbe dovuto controllare gli accadimenti prima, durante e dopo il loro compimento. È strano che nessuna inchiesta interna sia scattata. Stupisce, inoltre, che lo stesso efficiente e ben noto direttore, il quale pure si intrattiene lodevolmente sino a tarda sera all'interno della Reggia, non abbia voluto rendersi conto di come si sia potuto verificare un tale "affronto" alla presenza di un esercito di 150 custodi. Neanche la curiosità ha spinto lo stesso indomito dirigente del Ministero dei beni culturali e turismo (Mibact) a visionare le risultanze della videosorveglianza che, invece, sono servite, eccome, alle Forze dell'Ordine ed alla Magistratura per incastrare i colpevoli, quanto meno di assenteismo. Dov'è finita la proverbiale, mitica, efficienza teutonica del direttore osannato da molti, me compreso, per i suoi successi di pubblico e per le sue apprezzate capacità? Possibile che si debba sempre aspettare e ringraziare le Forze dell'Ordine e la Magistratura per le azioni di supplenza svolte, spesso, in sostituzione di una Pubblica amministrazione assente e svogliata. Non sarebbe meglio e giusto che ciascuno facesse, fino in fondo, il proprio dovere lasciando i tutori della legge ai loro compiti istituzionali più gravosi a favore della collettività? Eh no, caro direttore, lo "scaricabarile" non ci piace e non si addice a dei professionisti validi e stimati come lei. Il potere disciplinare del Mibact, da lei invocato ora, doveva, e deve, essere attivato prima, proprio dai dirigenti locali responsabili della gestione dei beni storici monumentali, i quali non se ne possono lavare le mani.

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