Emanuele Errante ha dato alle stampe  This World”, facendo così girare sul nostro udito un altro punto fermo di qualità, per un artista che si sta sempre più imponendo quale voce creativa e di spicco per l’elettronica contemporanea, in un’Italia ancora afona verso tali realtà e sorda al grido internazionale ...

E proprio in occasione dell’uscita di “This World” abbiamo scambiato due chiacchiere con Errante.

Con quali etichette hai pubblicato in passato?

"Apegenine (Canada), Somnia (US), Karaoke Kalk (Germania)"

Quando hai iniziato a fare musica?

"Ho iniziato a suonare un organo Bontempi che ho ricevuto in regalo dai miei genitori quando avevo 6 anni. Dopo alcuni anni ho avuto il mio primo sintetizzatore (un SIEL Cruise) e trascorrevo il mio tempo suonando su dischi di Jean Michelle Jarre. Poi ho avuto una lunga esperienza in una band locale e dopo esserci separati, nel 2004, ho deciso di provare la mia carriera da solista. Il mio primo album "Migrations" è arrivato due anni dopo"

Di solito come componi la tua musica

"Facevo affidamento su un laptop per i miei liveset, ma poi la dipendenza dal computer ha iniziato a starmi un po’ stretta. Ora uso sintetizzatori e hardware vario. Il computer lo uso ancora per la registrazione in studio, ma presto avrò un multitraccia a 32 canali e il mio obiettivo sarà di utilizzare il computer solo per finalizzare le mie registrazioni"

Quali sono le tue influenze - musicisti / artisti / generi o altro?

"Questa per me è sempre stata una domanda difficile a cui rispondere ... Come ho detto prima, suonavo sui miei dischi di Jean Michelle Jarre, ma poi ho avuto il mio periodo rock, punk, new wave, dark e poi sono tornato alla musica elettronica, ma anche contemporanea, d’avanguardia, ecc. Se devo trovare influenze, potrei dire The Cure, David Sylvian e Sakamoto dai miei ascolti da teenager, ma quando sono cresciuto sono diventato ancora più curioso di scoprire nuova musica e nuovi generi così oggi ascolto davvero tutto ciò che cattura i miei sentimenti, senza pormi limiti di genere. Ora i miei ascolti musicali sono più orientati all'etichetta/al genere  piuttosto che all'artista e sono sempre affamato di nuove scoperte"

Ti esibisci dal vivo?  In tal caso, il tuo nome a chi è stato affiancato in passato?

"Sì, mi esibisco dal vivo e ho avuto il grande onore di condividere il palco con artisti come Retina.it, L'Altra, Khonnor, Marsen Jules, Ulrich Shnauss, Xela, Biosphere, Deaf Center, AGF, Vladislav Delay, Deadbeat , Tim Hecker e molti altri"

Quando hai iniziato a produrre sotto il tuo vero nome?

"Ero solito fare tracce sotto lo pseudonimo di Mais. Quando ho realizzato il mio primo EP ambient ho voluto usare un altro moniker e il proprietario della netlabel Maetrixsolution, il mio amico Pete Leuenberger, mi ha suggerito di usare il mio vero nome. Era nel 2004"

Registri in collaborazione con altri artisti?

"Ho fatto un disco con Enrico Coniglio ed Elisa Marzorati (Herion - Out & About). Ho registrato due album con Dakota Suite (l'ultimo con Daq Rosenqvist) e questa è stata una collaborazione molto potente. Inoltre, sono stato uno dei membri del collettivo di improvvisazione elettronica ELEM per 4 anni. Abbiamo registrato due dischi insieme. Attualmente ho un progetto live chiamato Flee, con Luigi Ferrara"

Cosa caratterizza il suono del tuo ultimo album in tre parole?

"Intimo, profondo, mentale"

Come è stato realizzato questo album - software, hardware, strumenti, suoni, registrazioni ecc ...?

"Tutto questo insieme. Inoltre, nel disco ci sono due artisti ospiti: Max Fuschetto, che ha suonato oboe e sassofono in due tracce e Bruno Sanfilippo, che ha suonato il piano in una traccia"

Quali sono stati i pensieri che ti sono venuti in mente durante la composizione?

"Il titolo "This World" è il risultato di alcuni miei pensieri su ciò che siamo diventati, ciò che il nostro mondo è oggi, che, devo ammettere, non mi piace. Ogni traccia è la considerazione di ciò che il mondo era solo pochi anni fa, e di ciò che è ora"

Esiste un concept?

"È un percorso di ricordi e considerazioni attuali. È piuttosto intimo in un certo senso ma d'altra parte sento che molte persone condividono gli stessi pensieri e sentimenti al giorno d'oggi"

Qualcosa di interessante sull'album o sulle registrazioni che vorresti raccontare?

"La tracklist è un crescendo emotivo. Inizia con un minimalismo puro e termina con arrangiamenti lussureggianti e suoni acustici. Ma allo stesso tempo penso che l'ascoltatore si sentirà "sospeso" per l'intera durata del disco. Ecco, la sensazione di “sospensione” è il liet motif di tutto l’album"

 

M.S.