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Le ipotesi

Nuovo Dpcm in arrivo: ipotesi ‘zona bianca’ il 16 gennaio: cinema e palestre potranno riaprire

Cresce l’attesa per il nuovo Dpcm di gennaio che stabilirà le nuove regole e misure anti-Covid in materia di spostamenti, zone, coprifuoco e riaperture valide fino a febbraio.

Dopo il decreto legge con le restrizioni dal 7 al 15 gennaio e l’ordinanza del ministro della Salute con la nuova suddivisione delle Regioni in zone arancioni, gialle e rosse, questa settimana il Governo Conte si metterà al lavoro sul nuovo Dcm e/o decreto legge che dovrà sostituire il Dl 1/2021 del 5 gennaio.

L’approvazione è attesa entro il 15 gennaio. La novità più significativa sarebbe l’introduzione della zona bianca: si tratta di ipotesi, ma secondo quanto riportato da più fonti, con il ritorno della classificazione delle Regioni per fasce di colore, dopo il 15 gennaio ci sarà anche una zona bianca per i territori con un rischio basso, dove si tornerà gradualmente a una sorta di normalità. Vediamo cosa aspettarci dal nuovo Dpcm 16 gennaio. Ecco come sarà e cosa cambia: regole e misure restrittive in arrivo.

Nuovo Dpcm in arrivo entro il 15 gennaio

Alla scadenza delle misure anti-Covid in vigore dal 3 dicembre e prorogate dal Dl 1/2021 del 5 gennaio, il Governo varerà un nuovo Dpcm e/o un nuovo Decreto Legge che potrebbero apportare novità o prorogare alcune regole già in vigore. Le nuove misure resterebbero in vigore fino al 31 gennaio o a metà febbraio.

L’epidemia in Italia, ha detto l’Iss nel suo ultimo report, è ancora “grave” e le restrizioni devono essere mantenute ancora “nel tempo”.

La decisione definitiva e la firma del testo sono attese entro la prossima settimana e non oltre il 15 gennaio. Fino ad allora sono limitati gli spostamenti fuori Regione anche in zona gialla, resta il coprifuoco dalle 22 alle 5, restano chiusi teatri, musei, cinema, palestre e piscine. Bar e ristoranti aperti con servizio al tavolo solo in zona gialla, con possibilità di asporto e consegna a domicilio dopo le 18 anche in zona arancione e rossa.

 

Regole zona arancione 9 e 10 gennaio: cosa si può e non si può fare

Come sarà il prossimo Dpcm: le misure dal 16 gennaio

Con l’indice di positività risalito già a ridosso del Capodanno, il Governo dovrà mettere in campo dei provvedimenti per evitare la terza ondata del coronavirus che appare inevitabile tra gennaio e febbraio.

Al momento non ci sono conferme, e ci aggiriamo nel campo delle ipotesi. Stando alle indiscrezioni trapelate finora, ecco cosa potrebbe contenere il nuovo decreto in arrivo il 15 gennaio:

Vietato spostarsi tra le Regioni tranne che per comprovati motivi di lavoro, salute, necessitò, urgenza o rientro al domicilio, residenza e abitazione.

Coprifuoco confermato dalle 22 alle 5.

 

Chiusura di bar e ristoranti alle 18 anche in zona gialla.

Ripresa degli sport di squadra e riaperture delle attività in base al colore della regione e non a regole valide a livello nazionale È probabile che il nuovo Dpcm prevederà quindi la riapertura di palestre, piscine, musei, teatri e cinema, ma tutto dipenderà dai dati epidemiologici e dalle valutazioni del Cts.

Obbligo di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso, di distanziamento interpersonale e divieto di assembramento.

Possibilità per sindaci di chiudere strade e piazze a rischio assembramento.

I mezzi pubblici potrebbero continuare a viaggiare con il 50% al massimo della capienza.

La zona bianca

Un’ipotesi emersa è che dal 16 gennaio alla zona rossa, gialla e arancione si aggiungerà una quarta zona, la bianca. La proposta, avanzata dal ministro della Cultura Dario Franceschini, consisterebbe in una zona dove non vige il coprifuoco dalle 22; bar, ristoranti, locali pubblici restano aperti senza limitazioni, palestre e piscine riaprono con regole e limitazioni anti-contagio, così come musei, cinema, teatri, sale da concerto.

La zona bianca verrebbe concessa alle Regioni e province autonome in cui l’indice di contagio Rt è sotto lo 0,50 e dove l’incidenza media nella popolazione è inferiore ai 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti. Allo stato attuale, con una media dell’Rt nazionale superiore a 1 quasi tutte le Regioni con rischio alto o moderato, è assai improbabile che il Ministero della Salute conceda la zona bianca a qualche territorio. La zona bianca più che una possibilità concreta è un’utopia.

Nuove zone e parametri di rischio

Con ogni probabilità dal 15 gennaio verranno rivisti i 21 parametri con cui le Regioni e le Province Autonome vengono assegnate alle fasce di rischio e cambiano colore. In seguito alla revisione - questa è l’ipotesi più discussa al momento - saranno soltanto due i parametri su cui si basa l’assegnazione delle zone: positivi per 100.000 abitanti e indice Rt.

Per il primo criterio si valuta di alzare il valore soglia individuato di 50 positivi (numero ampiamente superato da tutte le Regioni). Quanto all’Rt, invece, in questo momento serve un Rt a 1,25 per entrare in zona arancione e a 1,50 per entrare in zona rossa. Dopo la modifica, basterebbe un Rt a 1 per il semi-lockdown e un Rt a 1,25 per il lockdown.

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