Un angelo tornato in cielo. Nel suo cammino lastricato di stelle, donna Paola Grimaldi Arcidiacono ha lasciato il segno di un grande animo cristiano, dotato di benevolenza e saggezza, comprensione e di indulgenza verso gli altri: nella ricorrenza del trigesimo della sua scomparsa celebrato - come i solenni funerali - nella chiesa di Santa Luisa de Marillac presso la Casa Provinciale delle Suore della Carità a Napoli diretta dalla Madre superiora Suor Concetta e omaggiato dal magnifico coro dei Cantori di Posillipo, Padre Mauro ha sottolineato più volte di quanti derelitti si sia occupata, risollevandone le sorti, sempre in un silenzio schivo di riconoscimenti al punto che “solo adesso scopriamo quanto bene abbia saputo fare con le sue risorse personali” come ha dichiarato il nipote Eugenio Grimaldi. Infatti, al di là delle azioni “istituzionali” intraprese attraverso la Fondazione Grimaldi Onlus di cui era presidente onorario, l’Opera San Vincenzo de’ Paoli, la Fondazione “In nome della Vita” voluta dal Cardinale Sepe a Napoli, l’AGESCI di Campania e Molise di cui era stata Presidente e Commissaria Interregionale, una miriade di associazioni benefiche ha potuto contare sul suo concreto appoggio, espletato non solo con sostegni economici ma anche e soprattutto con il suo intervento diretto, la partecipazione alle difficoltà di tanti microcosmi di dolore a cui portava sollievo con la sua presenza, i suoi consigli, la sua infinita abnegazione. Innumerevoli le parrocchie, le periferie, gli enti religiosi, le istituzioni benefiche a cui si è avvicinata nella sua lunga e caritatevole esistenza, prodigandosi per aiutare migliaia di persone povere, deboli, sofferenti, “gli ultimi della terra” dimenticati dalla società.
Il suo esemplare modo di vivere lascia oggi senza parole per la grandiosità delle opere solidali messe in atto, che ne hanno fatto un monumento vivente, un simbolo di magnanimità, di altruismo, di spontanea generosità ammantata di umiltà e avulsa dal vuoto rincorrere plausi e consensi di anonime folle che così inutilmente adombra il nostro vivere quotidiano, frastornato da egoismi individuali, accaparramenti di risorse, voglie di protagonismo. Donna Paola faceva il bene in silenzio, spargeva intorno a sè frammenti di cielo, conducendo una vita irreprensibile, dedita alla splendida famiglia ricca di figli, nipoti e bisnipoti che ha saputo creare e dotare di ammirevole etica e valore imprenditoriale insieme al marito, l’indimenticabile Cavaliere Guido Grimaldi, fondatore del Gruppo Grimaldi: questa era la chiave della sua serenità, la forza interiore che le ha permesso di affrontare una lunga malattia, il dolore, la consapevolezza della fine che si avvicinava, senza il rimpianto di non aver guardato dietro di sé per non vedere “la miseria che piange sulle scale” . La sua intera esistenza, la sua sconfinata umanità, sono un esempio luminoso di come si debba amare il prossimo e fare del bene finchè vibra in noi quel breve soffio di materialità che chiamiamo vita: un’eredità morale a cui è bello ispirarsi per sognare di contribuire a un mondo migliore e, forse, un giorno meritare un angolo di paradiso in cui poterla ritrovare.