Collectibus, società benefit specializzata in sostenibilità, e Oxfam Italia, organizzazione impegnata nella lotta alle disuguaglianze e alla povertà, accendono i riflettori sulla tutela dei diritti umani nelle aziende italiane, con una survey online anonima.

«Dalle prime risposte raccolte - sintetizza Devigili founder di Collectibus – è emerso che le aziende sono intenzionate ad approfondire tale aspetto però la maggioranza non ha ancora le idee chiare su come organizzare il presidio interno. Alcune delegano la gestione dei diritti umani alla funzione del personale, però questo denota una comprensione parziale del fenomeno, che solitamente investe diverse fasi della catena del valore (dagli acquisti, alla produzione, alla logistica) necessitando quindi di un approccio interfunzionale. Inoltre, molte realtà puntano principalmente sulla formazione dei dipendenti per la creazione di una prima consapevolezza sui diritti umani. Ciò è indispensabile, eppure esistono anche molti altri strumenti incisivi. Tutte queste risposte ci fanno capire che le aziende non sottovalutano il tema ma che si può intervenire apportando enormi miglioramenti».

Con la nuova Direttiva europea sulla Corporate Sustainability Due Diligence, già in fase di definizione, le imprese sono chiamate ad introdurre nei propri sistemi di business strumenti e sistemi che le rendano ancora più sostenibili e responsabili. Diventa, infatti, sempre più urgente attuare modelli aziendali che identifichino e prevengano rischi ambientali e violazioni dei diritti umani lungo l’intera filiera produttiva, indipendentemente dal settore e dal Paese in cui si opera.

«L’essere consapevoli dell’impatto ambientale, sociale ed economico delle proprie azioni – afferma Marta Pieri, Head of Corporate Partnership di Oxfam Italia – è il primo passo per prendere decisioni giuste. La nuova normativa europea sulla due diligence chiede alle aziende di dotarsi di procedure e di strumenti che aiutino a definire gli obiettivi di gestione del rischio lungo tutta la filiera, monitorando, prevenendo e gestendo le eventuali criticità. Inoltre, sono fondamentali continui confronti e collaborazioni con altri stakeholders così da lavorare insieme alla costruzione di un sistema sempre più equo e sostenibile, attento al rispetto dei diritti umani e al miglioramento delle condizioni di lavoro per tutte le persone coinvolte nel processo produttivo».

«Siamo forti sostenitori dell’Obiettivo 17 dell’Agenda 2030 – spiega Danilo Devigili, founder di Collectibus – perché siamo convinti che per realizzare gli importanti obiettivi della sostenibilità sia necessario avere al proprio fianco soggetti di varia natura come le ONG, portatrici di competenze e di punti di vista esterni all’azienda. Un business sostenibile è possibile e, una volta attuato, andrà ad impattare positivamente su ogni singolo settore della filiera».

È possibile partecipare alla survey online compilando il questionario disponibile al link: https://oxfam.mailmnsa.com/dirittiumani_aziende