Alla Camera dei Deputati – Sala del Refettorio è stato organizzato l'incontro “Immagini in viaggio: partenza e arrivo alla Città di Partenope”. L'evento è arrivato a completamento della collezione dei cinque volumi “PARTENOPE - Another way to see Naples”, che ha raccontato il lato positivo di Napoli, mostrando una città viva, vera e libera dai suoi stereotipi.

L’iniziativa è stata promossa da Città di Partenope, il movimento cittadino del pubblicitario Claudio Agrelli nato per promuovere il senso civico e, attraverso questo, diffondere l’immagine positiva della città. “Pubblicando i libri fotografici PARTENOPE, abbiamo voluto diffondere un’immagine meno stereotipata della città di Napoli e dei napoletani – dichiara Agrelli -. Abbiamo cercato storie positive, raccogliendo le testimonianze di cinquanta tra imprenditori, professionisti e personaggi dello sport e dello spettacolo. Queste storie si pongono l’obiettivo di incentivare i giovani a restare a Napoli e costruire qui il loro futuro; e perché no, anche di favorire l’incoming di giovani di altre città. Per sensibilizzare tutti i cittadini verso questi argomenti, abbiamo voluto creare un video che accompagna la fase editoriale: s’intitola Vivere a Napoli e negli anni scorsi è diventato virale sui social, totalizzando oltre un milione di visualizzazioni. Notizia delle ultime ore, è che il video è stato spontaneamente adottato dall’AP Program negli Stati Uniti, che ne ha richiesto licenza di utilizzo per la pubblicazione di un corso di italiano per l’accesso al College. Il testo sarà letto e studiato da circa 3 milioni di studenti americani nelle scuole superiori, distribuiti in 22 mila istituti che sostengono gli esami di Advanced Placement (AP)”.

Della questione meridionale ha parlato Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, intervenendo all’evento: “La questione meridionale è la principale questione che separa l’Italia dallo sviluppo. Oggi l’Italia è il secondo Paese per fondi europei disponibili per il recupero della coesione sociale e territoriale: dal 2014 al 2020 ha ricevuto 67 miliardi dall’Unione Europea. Ebbene, il Sud ne ha speso soltanto il 19 per cento. A questi si aggiungono altri 54 miliardi dati dall’Ue all’Italia per un’ulteriore accelerazione in tema di coesione: in questo caso, nel Mezzogiorno è stato speso il 2 per cento. Il mancato sviluppo del Sud è dunque figlio di un eccesso di risorse che le istituzioni non sono capaci di spendere. Servirebbe un progetto, una comunità di persone perbene che si unisca per utilizzare nel migliore dei modi i denari a disposizione”.