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Omicidio Willy, la vergogna sui social: «Siete eroi, tolto di mezzo quello scimpanzé»

La polizia postale sta indagando su messaggi pubblicati sui social network, che offendo la memoria di Willy Monteiro, il ventunenne brutalmente ucciso di botte a Colleferro la notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre. In particolare gli investigatori stanno passando al vaglio la posizione di un uomo di Latina che sul suo profilo Facebook ha scritto: "Come godo che avete tolto di mezzo quello scimpanzé, siete degli eroi" condividendo una foto a bordo piscina postata da Gabriele Bianchi, uno dei quattro ragazzi

attualmente in carcere per omicidio. Alcune ore ore dopo il post è stato cancellato. Come riporta fanpage.it, l'autore ha poi pubblicato un altro messaggio: "Denuncerò alcune persone che hanno divulgato il mio indirizzo su Facebook (per fortuna non abito più lì

da quattro anni)". Riguardo alla frase gravissima comparsa sul suo profilo si è giustificato dicendo: "Quello che ha scritto il post non ero io, ma i miei amici che avevano in mano il mio telefono, io mai oserei pensare certe cose".


Video ironico sull'omicidio di Willy Monteiro

Oltre al post pubblicato su Facebook dall'uomo di Latina, sui social network è diventato virale un video di un videomaker di Cassino, che ha commentato ironicamente l'omicidio di Willy.

Il filmato è stato poi rimosso, dopo i commenti negativi di migliaia di utenti che hanno manifestato sdegno per il contenuto, che ha spinto l'autore a scusarsi pubblicamente:

"Non avevo ben capito la dinamica dei fatti e provenivo da tre giorni senza chiudere occhio – ha spiegato il videomaker – Mi rendo conto di non avere scusanti ma ammettere i propri errori è un segno di grande rispetto verso Willy".

L'interrogatorio di garanzia dei quattro ragazzi in carcere per omicidio
Si è svolto martedì 8 settembre l'interrogatorio di garanzia dei quattro ragazzi in carcere a Rebibbia, accusati di omicidio preterintenzionale in concorso, per la morte del giovane Willy.

L'avvocato difensore Massimiliano Pica ha spiegato che: "Le testimonianze che porteremo all'attenzione degli inquirenti dicono l'opposto di quelle proposte dalla Procura e che sono discordanti"

E ha aggiunto: "Le telecamere hanno ripreso solo l'arrivo e la partenza dell'auto dove a bordo erano presenti i fratelli Marco e Gabriele Bianchi ma non la scena della rissa".

Alessandro Bianchi: "A me e a mia famiglia minacce di morte"

"Quella sera Marco e Gabriele sono stati chiamati lì da altri due amici per aiutare Belleggia e Pincarelli che avevano avuto una lite. Sono stati loro a far scoppiare la rissa, mi spiace pure per le loro famiglie, ma devono ammettere come uomini e come amici che tutto è iniziato da loro". Lo dice all’Adnkronos Alessandro Bianchi, fratello di Marco e Gabriele, arrestati insieme a Francesco Belleggia e Mario Pincarelli per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte.

"Non devo dire io chi è stato a colpire, io lo so - continua Alessandro - e ci sono testimoni che andranno a dire chi è stato. Mi hanno mandato sui social foto con la testa di mia figlia tagliata, ho paura per mia moglie e la mia bambina che non c’entrano niente. Confido nelle forze dell’ordine, so che la giustizia sarà fatta. Ma so che mai i miei fratelli avrebbero ucciso un bambino". E sul fatto che fossero noti per la violenza, qualcuno addirittura li ha definiti "picchiatori dei pusher" dice: "Erano conosciuti, perché facevano gli incontri - si riferisce all'Mma - Erano tutti amici, ora sono diventati delinquenti agli occhi anche di chi fino a pochi giorni fa li implorava di difenderli. Non posso dire che i miei fratelli mai hanno alzato le mani, non sono angeli, ma mai avrebbero picchiato ragazzi già a terra".

"Sono diventato il mostro più grande di questa storia. Non c’entro niente, eppure sto ricevendo minacce di morte, foto di teste tagliate, insulti a tutta la famiglia. Noi non c’entriamo niente, come so che non c’entrano niente i miei fratelli", ribadisce.

"Sono andati lì a fare gli stupidi, ad aiutare gli altri due nella rissa - aggiunge - e si sono trovati ad essere i carnefici, quando non è così. Sono stati Belleggia e Pincarelli a picchiare quel ragazzo, devono ammettere che tutto è iniziato da loro. Tutta la mia famiglia è dispiaciuta per il povero Willy. Adesso siamo diventati come criminali. La giustizia farà il suo corso, ma non sono le mele marce come sono stati definiti".

"Quel giorno in cui l’avvocato mi ha chiamato e mi ha detto che quel ragazzo non ce l’aveva fatta, io sono morto dentro. Mia madre non fa che chiedere della mamma di Willy, mio padre guarda fisso il muro. Prima di questa tragedia avevamo il massimo delle stelle nelle recensioni, oggi solo commenti terribili - aggiunge la moglie Isa mostrando i messaggi sul telefono - Ci scrivono che verranno per pagarci a botte, ci chiedono se vendiamo cocaina, quando riapri vi facciamo una visita di cortesia". "Da tre mesi vivo con mia moglie e mia figlia qui, dove con tanti sacrifici ho aperto questo locale. Lavoro 18 ore al giorno".

Ma da fratello maggiore, insieme a Fabio, assicura di aver provato a tenere lontani dalla cattiva strada i più piccoli, Marco e Gabriele. "Per un periodo ha anche lavorato nel locale Marco, era bravissimo - racconta ancora Alessandro - quando avevo la frutteria mi davano una mano entrambi. Poi gli atteggiamenti da bulli, ma no: mai e poi mai avrebbero picchiato un ragazzo a terra. Mai e poi mai ucciderebbero un bambino come Willy".

 

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