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Giornata Nazionale del Paesaggio 2026

“Omaggio a Napoli” al Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova

La Città Metropolitana di Napoli aderisce all'iniziativa, mettendo in luce alcune vedute della propria Collezione d'arte

“Omaggio a Napoli” al Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova

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Giornata Nazionale del Paesaggio 2026: la Città Metropolitana di Napoli invita alla scoperta della sala “Omaggio a Napoli” al Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova. Nei giorni di martedì 17 e giovedì 19 marzo, dalle ore 9:30 alle ore 12:30 visite guidate alle opere sulle vedute partenopee tra Settecento e Ottocento della propria Collezione d'arte.

La Giornata Nazionale del Paesaggio è stata istituita nel 2017 dal Ministero della Cultura con l'obiettivo di promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e di sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati. Quest'anno, la Città Metropolitana di Napoli aderisce all'iniziativa, mettendo in luce alcune vedute della propria Collezione d'arte.

Nella settimana prossima, nei giorni di martedì 17 e giovedì 19 marzo, dalle ore 9:30 alle ore 12:30 la Città Metropolitana di Napoli apre le porte della sala “Omaggio a Napoli”, allestita nelle sale del Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova, nel cuore del centro storico di Napoli. Un'occasione unica per riflettere sul valore del paesaggio — sancito dall'articolo 9 della Costituzione italiana — e per immergersi nella bellezza del Golfo di Napoli attraverso gli occhi dei grandi pittori del passato.

Un viaggio nel paesaggio partenopeo tra Settecento e Ottocento

La sala “Omaggio a Napoli” offre un affascinante viaggio visivo attraverso il Golfo di Napoli, con vedute che celebrano la bellezza del paesaggio partenopeo e la sua luce unica, catturata da artisti italiani e stranieri nel corso dei secoli XVIII e XIX.

Il percorso si apre con la grande Marina settecentesca di Adrien Mangland (olio su tela, 1730 - 1735 circa), artista lionese attivo a Roma, che ritrae il paesaggio marino del Golfo con il Castel dell'Ovo e il Vesuvio sullo sfondo. In primo piano, pescatori intenti a sistemare gli attrezzi animano la scena, mentre Mangland inserisce sapientemente elementi reali accanto ad altri inventati — come il torrione sulla destra, usato quale quinta teatrale.

La Veduta di Napoli da Santa Lucia di Pietro Fabris (olio su tela, 1770 ca.) offre un controcampo rispetto a Mangland: il Borgo di Santa Lucia e il Chiatamone, con il Convento dell'Immacolata sul Monte Echia — oggi sede dell'Archivio di Stato — e la chiesetta di Santa Maria della Catena, ritratti prima degli stravolgimenti tardo ottocenteschi. Una strada litoranea affollata da gente comune, frati domenicani e notabili con le loro carrozze, testimonianza vivida della Napoli settecentesca.

Il grandioso panorama Da Mergellina di Federico Cortese (olio su tela, 1881) mescola magistralmente la pittura dal vero appresa nella Parigi degli impressionisti con ricercati effetti luministici ed espedienti romantici. Alla luce abbagliante che produce la specchiatura in acqua di Castel dell'Ovo si contrappone un primo piano in ombra, dove spicca il puntino rosso del copricapo di un pescatore.

A questa veduta fa da contraltare la Marina da Palazzo Donn'Anna di Giuseppe Laezza (ca. 1885, olio su tela). Completano il percorso il capolavoro di Joseph Rebell, Veduta di Ischia da San Michele (1813, olio su tela), e il dipinto di Pasquale Mattej, Pio IX benedice il popolo dai balconi della Reggia di Napoli (1849, olio su tela).

Una collezione di eccellenza

I quadri di paesaggio sono numerosissimi nella Collezione d'arte della Città Metropolitana di Napoli, a riprova che la luce, i colori e le bellezze architettoniche di Napoli e dei suoi dintorni hanno da sempre affascinato artisti provenienti da tutto il mondo. Non a caso, negli anni sono state organizzate tre importanti mostre tematiche: I colori di Napoli. Nuove acquisizioni di paesaggi per la Quadreria della Provincia di Napoli (2003); I luoghi e la memoria del paesaggio: vedute dalla collezione della Provincia di Napoli (2011); La Scuola di Resina nella Collezione della Provincia di Napoli e da raccolte pubbliche e private (2012).

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