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16 Dicembre 2021 - 18:25
Un giardino trasformato in un’aula scolastica per consentire ai bambini di vivere all’aperto le esperienze didattiche nella convinzione che il contatto con la natura e l’ambiente antropico possa contribuire non solo alla crescita ma anche al benessere dell’intera comunità. È questo l’obiettivo della manifestazione che si è svolta ieri mattina nell’IC 42° Carafa Salvemini, istituto dell’ottava municipalità, unica scuola in tutta la Campania ad aver aderito alla rete nazionale “Scuole all’aperto”, nata a Bologna con il coordinamento scientifico dell’Università di Bologna e che vuole cambiare il modo di fare scuola. Intorno ad un albero di abete appena piantato ed addobbato a festa si è riunita l’intera comunità scolastica, dai bambini di 3 anni fino ai ragazzi di 13, che con la sapiente regia delle maestre hanno espresso sotto forma di cartelloni e temi le loro preoccupazioni per il futuro dell’ambiente e chiesto agli adulti di fare qualcosa per salvare gli alberi e la natura. Ad ascoltarli c’erano il dirigente scolastico dell’Istituto, Daniela Irollo e il consigliere comunale, Gennaro Acampora. “La nostra scuola – dice il dirigente Irollo – è l’unica non solo a Napoli, ma in tutta la Campania ad avere aderito alla rete nazionale delle Scuole all’aperto. Abbiamo un enorme spazio verde che circonda sia il plesso San Rocco in via Marfella sia il plesso Carafa in via Miano e da tempo volevo che diventasse centrale per la nostra didattica”. Un’idea, quindi, già in cantiere diventata poi realtà con la pandemia. “La chiusura forzata causata dal virus – continua Irollo – ha dato la spinta alla realizzazione del progetto didattico, che si basa sulla convinzione che studiare a contatto con la natura, respirando i profumi e gli odori degli alberi, possa solo accrescere la motivazione all’apprendimento e migliorare il benessere sia degli studenti che degli stessi insegnanti”.
La rete nazionale di “Scuole all'aperto” è un network di una sessantina di istituti italiani, costituito in Italia cinque anni fa, e che ha per capofila l'istituto comprensivo 12 di Bologna. Membro dell'Istituto nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca educativa (Indire), nasce dall’idea di diffondere in tutte le scuole l’outdoor education, ovvero una metodologia didattica che si svolge in ambienti esterni alla scuola e che è impostata sulle caratteristiche del territorio e del contesto sociale e culturale in cui la scuola è collocata. Originario dei paesi nordeuropei e lì diffuso, l’outdoor education sta vedendo una rapida diffusione anche in Italia.
“Si tratta di un’iniziativa meritevole che il Comune ha intenzione di appoggiare e promuovere – aggiunge il consigliere Acampora, presente alla manifestazione – questa scuola sta lanciando una sfida alla città che vogliamo accogliere e rilanciare anche in altre realtà cittadine. Ci impegneremo affinché gli spazi verdi della città siano tutelati e valorizzati, per permettere a tutti i cittadini di usufruirne”.
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